I vegetariani
sono meno sani dei mangiatori di carne. A sostenerlo sono i ricercatori della Medical University di Graz,
che hanno esaminato i dati di 1320 cittadini. Secondo la ricerca, pubblicata
sulla rivista Plos One, questa dieta
tiene lontani dal fumo e dall'alcol ma, al tempo stesso, non garantirebbe parametri
salutari come ci si aspetterebbe.
I dati per lo studio sono stati
ottenuti dall’esame dell’Austrian Health
Interview Survey, un sondaggio periodico sullo stato generale di salute
della popolazione. I
soggetti sono stati abbinati in base alla loro età, sesso e stato
socioeconomico.
Gli studiosi austriaci hanno
scoperto che chi ha scelto di abbracciare la dieta vegetariana risulta si più attivo,
con un indice di massa corporea più basso, ma soffre maggiormente di ansia e
depressione, allergie e ha il 50% di possibilità in più possibilità in più di
ammalarsi di cancro o di essere colpiti da infarto.
I vegetariani, inoltre, assumono
più farmaci rispetto ai non vegetariani e hanno una scarsa propensione a vaccinarsi.
"Le nostre ricerche ha dimostrato che gli adulti austriaci che seguono una
dieta vegetariana sono meno sani in termini di allergie, tumori e problemi mentali.
Inoltre,spiegnao gli autori, hanno una ridotta qualità della vita e più bisogno di trattamenti
medici”. Dunque occorre un forte programma di salute pubblica nel Paese per
ridurre i rischi dovuti a fattori nutrizionali". Lo studio è destinato a
riaccendere le polemiche fra gli studiosi e necessita, come sottolineano gli
autori stessi, di ulteriori approfondimenti.
Studio austriaco rivela: vegetariani più esposti a malattie
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Thomas Morgan, quando il gene diventa misurabile

Con le ricerche di Thomas Morgan, all’inizio del Novecento, il gene cessa di essere un’entità teorica e diventa una realtà sperimentale: localizzato sui cromosomi, ordinabile in mappe, soggetto a ricombinazione e mutazione. La pubblicazione del suo "The Theory of the Gene" (1926) ha sancito la nascita della genetica causale e quantitativa, che collega ereditarietà, evoluzione e citologia e apre la strada alla genomica e alla medicina genetica.
La genetica causale nasceva cent'anni fa, quando Thomas Hunt Morgan (1866-1945) tirava le somme di oltre venti anni di studi sperimentali su Drosophila melanogaster. Pubblicato a febbraio, The Theory of the Gene (Yale University Press, New Haven, 1926) fu uno spartiacque nella storia della biologia. “Teoria”, non il concetto del gene, che c’era già almeno come unità di trasmissione, né “che cosa è un gene?”, che non si sa nemmeno oggi.