fbpx Visualizzate per la prima volta le onde di Kelvin | Page 41 | Scienza in rete

Visualizzate per la prima volta le onde di Kelvin

Read time: 2 mins

Visualizzate per la prima volta le onde di Kelvin emesse dalla riconnessione di vortici quantistici nell’elio superfluido. Pubblicata su PNAS la ricerca derivante dal lavoro di ricerca svolto presso l’Università del Maryland per la tesi di dottorato del Dott. Enrico Fonda in Environmental and Industrial Fluid Mechanics (Dipartimento di Matematica e Geoscienze, Università di Trieste) che conferma le precedenti descrizioni teoricheUtili a comprendere la dinamica dei superfluidi, i risultati dello studio potrebbero offrire spunti per applicazioni e implicazioni in ambiti di ricerca anche al di fuori dalla fisica della materia condensata. 

«Per la prima volta abbiamo osservato la formazione delle onde di Kelvin emesse dalla riconnessione di vortici quantistici nell’elio-4 superfluido» afferma Enrico Fonda. «Confermando la descrizione teorica, la forma di tali onde è ben ricalcata dalle curve-soluzioni di una equazione proposta all'inizio del secolo scorso dal giovane italiano Luigi Sante Da Rios sotto la supervisione del matematico Tullio Levi-Civita.» 

«Comprendere la dinamica dei superfluidi – prosegue il ricercatore – potrebbe offrire spunti in ambiti di ricerca anche al di fuori dalla fisica della materia condensata: dalle stringhe cosmiche, alle stelle di neutroni, fino alle dislocazioni in cristalli liquidi. Di particolare rilevanza, l’analogia tra superfluidi, fluidi che scorrono senza attrito, e superconduttori, materiali che conducono elettricità senza resistenza, caratterizzati anch'essi dalla presenza di vortici quantistici.» 

Dichiara infine l’autore dello studio: «l’interazione di un gran numero di vortici quantistici, la cosiddetta turbolenza quantistica, potrebbe inoltre aiutare a comprendere la sua controparte classica, ultimo grande problema irrisolto della fisica Newtoniana 

Lo studio è partito da misure fatte all'
Università del Maryland
 nel gruppo del Prof. Lathrop, durante la ricerca svolta dal dott. Enrico Fonda, laureato in Fisica all’Università di Trieste, per il lavoro di tesi di dottorato in Environmental and Industrial Fluid Mechanics (adesso chiamato Doctoral School in Earth Science and Fluid Mechanics), parte del Dipartimento di Matematica e Geoscienze, sotto la supervisione del Prof. Sreenivasan. 
Lo studio è stato condotto assieme ai co-autori David P. Meichle, studente di dottorato dell'Università del Maryland, Nicholas T. Ouellette, visiting professor all'Università del Maryland e adesso professore associato alla Yale University, Sahand Hormoz, post-doc presso il Kavli Institute of Theoretical Physics dell'Università di Santa Barbara, e al Prof. Daniel P. Lathrop dell'Università del Maryland che ha coordinato il gruppo di ricerca. 
Enrico Fonda attualmente sta lavorando come post-doc alla New York University. 

Ufficio Stampa Università di trieste

Autori: 
Sezioni: 
Fisica quantistica

prossimo articolo

La stella che più brilla in cielo, parlare di morte con i bambini

Quadro di Munch La madre morta e la bambina

Come parlare di morte ai bambini? E perché? Maurizio Bonati affronta il tema con leggerezza nel suo libro La stella che più brilla in cielo uscito per i tipi di Giannini Editore. In attesa del webinar di giovedì 9 aprile alle 17.00 (in streaming sul sito e sul canale YouTube di Scienza in rete), ne pubblichiamo un estratto.

Nano per Matilde è la stella che più brilla in cielo e ogni sera la cerca e le augura la buonanotte. Matilde ha da poco compiuto due anni e Nano è il cocker spaniel inglese, fulvo, che per 14 anni ha accompagnato la vita della mamma di Matilde. Nano, intelligente, socievole e giocherellone se ne è andato da poco ma era stato ben presente nel mettersi in piedi, camminare, cadere e giocare di Matilde. La strada scelta dalla mamma di Matilde è stata quella di raccontarle che Nano è andato in cielo ed è diventato una stella.