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Dubbi sulla catastrofe

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Un paio d'anni fa fece molto scalpore uno studio di alcuni ricercatori californiani che, analizzando i sedimenti corrispondenti all'epoca di Clovis - una civiltà nordamericana misteriosamente scomparsa in modo repentino circa 13 mila anni fa - suggerirono che si era in presenza di una catastrofe cosmica. Secondo Richard Firestone (Lawrence Berkeley National Laboratory) e i suoi collaboratori, la concentrazione di alcuni particolari elementi (i cosiddetti impact markers) indicava come il continente nordamericano fosse stato devastato dall'impatto di un oggetto celeste (probabilmente una cometa) con conseguenze tragiche per flora e fauna e con il totale annientamento della fiorente civiltà di Clovis.
Nei giorni scorsi, però, il gruppo di ricerca coordinato da Todd Surovell, archeologo dell'Università del Wyoming, ha pubblicato uno studio che getta seri dubbi sulla teoria della catastrofe. La loro analisi dei sedimenti provenienti da sette siti risalenti all'epoca della presunta catastrofe, infatti, non ha portato all'individuazione di quella importante quantità di microsferule magnetiche che due anni fa aveva favorito il sorgere della teoria dell'impatto. E questo nonostante due dei siti analizzati fossero proprio gli stessi in cui il team di Firestone aveva trovato un picco di sferule.
Il dibattito si preannuncia caldo e appassionato. Anche perché è ormai alle porte la pubblicazione di altri studi relativi alla catastrofe di Clovis e alla sua possibile causa extraterrestre.


Fonti:  PNASNatureNews

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Clovis

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vista del sito sperimentale del progetto BRIDGE|50 nei pressi del quartiere di Mirafiori a Torino

Il crollo del Ponte Morandi ha portato all'attenzione dei legislatori il problema della durabilità delle strutture in calcestruzzo armato. Una delle principali cause di degrado di questo materiale è la corrosione, che però finora non veniva considerata nella progettazione delle opere e nel pianificare la loro manutenzione. Esistono modelli computazionali che possono prevedere come il degrado dei materiali incide sulla tenuta strutturale dei ponti o dei viadotti ma finora non era stato possibile testarli a scala reale. Il progetto di ricerca BRIDGE|50 colma questa lacuna. Alcune delle travi di un viadotto che doveva essere demolito a Torino per fare posto a un collegamento ferroviario sono state smontate e portate in un sito sperimentale allestito allo scopo. I ricercatori ne hanno prima misurato il livello di degrado e poi le hanno sottoposte a prove di carico fino a rottura. Quello che hanno imparato potrebbe essere applicato ad altre strutture già esistenti e aiutare a pianificarne meglio la manutenzione.

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