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Ricercatori migranti

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Martedì 18 febbraio presso libreria assaggi a Roma si terrà il caffè scienza "Ricercatori Migranti".

Per i ricercatori viaggiare e cambiare sede di lavoro fa parte del mestiere. Quali sono le mete preferite e dove risiede il loro fascino? Quando la mobilità supera un certo periodo di tempo si parla di migrazione. Il nostro paese vede quasi esclusivamente flussi in uscita e, mentre i nostri ricercatori occupano posizioni di alto livello negli altri paesi, nei nostri centri di ricerca non si trovano studiosi stranieri. Una mobilità deve essere preceduta accompagnata e seguita da fasi politicamente gestite. Quali sono le politiche sulla ricerca in Italia, in Europa e nel mondo? E quali le conseguenti ricadute sull’innovazione e, in definitiva, sul benessere sociale?

Se ne discuterà insieme a Sveva Avveduto, sociologa, e Maria Carolina Brandi, geografa. 

Question time di Pietro Greco, giornalista

L'evento sarà trasmesso in diretta streaming su Scienceonthenet e sul portale canale YouTube di FormaScienza

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L’analisi del più grande database genetico delle popolazioni native americane rivela oltre un milione di varianti genetiche mai osservate in precedenza, tre migrazioni verso il Sud America e segnali di adattamento a diversi ambienti del continente.

I primi antenati dei popoli indigeni americani arrivarono dall’Asia nord-orientale. Durante le fasi più fredde dell’ultima era glaciale, la Siberia e l’Alaska erano collegate da una vasta regione emersa, la Beringia. In quell’area, o nelle sue vicinanze, si formarono le linee genetiche ancestrali che avrebbero poi dato origine ai primi abitanti del continente americano.