Un gruppo
di neolaureati e studenti in medicina dell'Università degli Studi di Milano ha
scritto una mail al Rettore dell’Ateneo Gianluca Vago per chiedere il permesso
di pulire le scritte apparse nei giorni contro alcuni ricercatori dell’Ateneo che
fanno sperimentazioni sugli animali.
Qualche giorno fa infatti, nel quartiere
Città Studi, sono comparsi decine di manifesti con fotografie e informazioni
personali su almeno quattro scienziati dell'Università Statale. Si tratta di Edgardo D'Angelo, del Dipartimento di
fisiologia umana, Alberto Corsini e
una sua collaboratrice Maura Francolini
e Claudio Genchi di Veterinaria.
Sui
manifesti, attaccati nelle strade dove vivono i docenti, gli anonimi non hanno
lasciato spazio agli equivoci. Nel corso delle prossime due settimane, gli studenti
hanno deciso di muoversi in prima persona, col cosiddetto “olio di gomito” e
“una mano di vernice” per ripulire le scritte.
“Scendere
in campo personalmente, scrivono i ragazzi, ci sembra il modo più concreto e
veritiero di dimostrare la nostra solidarietà nei confronti di chi, con il suo
esempio, ci ha insegnato non solo nozioni scientifiche, ma un percorso di vita
basato sull’importanza della ricerca. Sulla necessità di non fermarsi al primo
ostacolo, ma di continuare a cercare ciò che va oltre e che, con perseveranza,
porta a grandi scoperte. Genera vita, dà speranza. Nonostante questi atti
sembrino ormai diventati all’ordine del giorno, nulla è perduto: di questo
siamo profondamente convinti e vorremmo iniziare a disegnare quel futuro
partendo dai muri di Città Studi”.
La
risposta del rettore non si è fatta attendere:”Posso aggiungere poco a quanto
mi scrivete se non la profonda emozione nel leggere questa vostra mail, che da
sola ripaga tutti noi, tutte quelle persone che hanno speso il loro tempo, la
loro vita, il loro entusiasmo per portare, ciascuno, un frammento anche minimo
di conoscenza, di aiuto; il meglio che le donne e gli uomini possano offrire di
se stessi. Avete ora, e avrete sempre, tutto il mio appoggio. Prima ancora,
tutto il mio ringraziamento, per quello che vale”.
Gli Studenti della Statale: "Uniti in difesa della ricerca"
prossimo articolo
Morti improvvise e vaccino anti Covid: il vaccino protegge molto di più

Uno studio canadese molto solido, costruito sui registri sanitari dell’Ontario, ha preso in considerazione oltre 6 milioni di persone, usando dati già ripuliti dai fattori di confondimento. I risultati confutano l’ipotesi che la vaccinazione contro Sars-CoV-2 comporti un rischio aggiuntivo di morte improvvisa per persone apparentemente sane di età tra 12 e 50 anni. È abbastanza per mettere la parola fine alle polemiche sull’aumento di morti improvvise da vaccino: la malattia è più pericolosa.
Sono passati sei anni dall’inizio della pandemia da Sars-CoV-2 e negli ultimi cinque più di 100 milioni di dosi di vaccini sono state somministrate, in una campagna di immunizzazione mondiale che non ha precedenti per dimensioni e tempistica.
La pandemia si è esaurita, la gravità dei quadri clinici dovuta alle infezioni si è fortemente attenuata (soprattutto grazie all’immunità indotta dalle vaccinazioni) e nuovi tasselli di conoscenze scientifiche si aggiungono a quanto già acquisito in corsa.