fbpx Il Consiglio Comunale di Bergamo sostiene Silvio Garattini | Scienza in rete

Il Consiglio Comunale di Bergamo sostiene Silvio Garattini

Read time: 1 min

Il Consiglio Comunale di Bergamo ha approvato una mozione di sostegno a Silvio Garattini, all’Istituto di Ricerche Mario Negri e alla ricerca farmacologica.

Questo documento si è reso necessario dopo che da qualche mese alcune organizzazioni, che si prefiggono di difendere gli animali hanno dato inizio a una campagna aggressiva e dannosa nei confronti degli istituti di ricerca farmacologica. L’attività di queste organizzazioni è sfociata negli attacchi sempre più violenti nel linguaggio fino alle minacce di morte nei confronti di Silvio Garattini.
“L’attività di ricerca e sperimentazione è indispensabile per la cura delle persone in condizioni di fragilità e malattia, e che senza la possibilità di utilizzare gli animali tale attività sarebbe fortemente penalizzata, con grave pregiudizio nella possibilità di cura”, si legge nel testo della mozione approvata all’unanimità dei presenti in Consiglio.
Nel testo viene sottolineato come “la ricerca e sperimentazione si avvale della possibilità di utilizzo degli animali trattati con tutte le cure della corretta replicazione scientifica riconosciute dalla letteratura internazionale e che tali pratiche non possono essere definite”vivisezione””.

Il Consiglio comunale si impegnerà, inoltre, a rendersi disponibile per un’azione di informazione e sensibilizzazione della comunità civile affinché, attraverso una serie di iniziative scientifico-culturali, si conoscano le vere modalità e procedure di utilizzo degli animali utili alla ricerca scientifica.

Mozione del Consiglio Comunale di Bergamo di sostegno di Silvio Garattini

Autori: 
Sezioni: 
Sperimentazione animale

prossimo articolo

Disforia a esordio rapido: contagio sociale o panico morale?

simbolo e colori persone trans

La disforia di genere a esordio rapido è un presunto fenomeno che alcuni ritengono sia alimentato da influenze sociali e mediatiche. Gruppi come GenerAzioneD, composti da genitori che rifiutano l’affermazione di genere dei propri figli, denunciano un’improvvisa insoddisfazione riguardo l’identità di genere nei giovani, spesso legata a dinamiche di gruppo o ai social media. Ma gli esperti sottolineano la complessità del percorso di riconoscimento del proprio genere, diversa per ogni persona.

Decine di ragazzi e ragazze che «hanno vissuto un’infanzia e un’adolescenza serene, senza sentimenti di incongruenza di genere», bambine «tutte fiocchi e lustrini», che «amavano le gonnelline, i vestitini, i capelli lunghi, giocavano con le bambole», bambini «intelligentissimi, creativi, vivaci, mai preso un trucco o una bambola in mano», improvvisamente hanno comunicato ai genitori di non riconoscersi nel genere assegnato alla nascita, dopo avere seguito online «giovani influencer trans con migliaia di follower», oppure dopo avere legato con «un gruppo di ragazze che si definivano tutte no