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Un certificato non allunga la vita

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E’ accaduto di nuovo un paio di settimane fa: Matteo Roghi, un adolescente di Foiano della Chiana, in provincia di Arezzo, è morto durante una partita di calcio giovanile, riportando alla ribalta il rischio di morte cardiaca improvvisa tra  giovani atleti che si presumeva fossero sani.
Queste rare e tragiche morti evocano sempre una forte risposta emotiva, ricevono molta attenzione da parte dei media e spesso portano a decisioni, quantomeno avventate, da parte dei nostri politici.

E’ l’aprile del 2013 quando Renato Balduzzi, allora ministro per la salute, con un decreto legge dispone che tutti coloro che praticano attività sportiva, anche solo a livello ludico e amatoriale, e non in maniera agonistica, debbano sottoporsi ogni anno a un elettrocardiogramma. La proposta però non viene accolta bene, suscitando  la protesta  delle associazioni di genitori, pediatri ed esperti del settore. Il provvedimento infatti,poneva un ulteriore ostacolo economico e organizzativo alla pratica sportiva dei nostri giovani, portando inoltre con sé un messaggio fuorviante: "Fare sport può essere pericoloso".

ll 20 agosto, quindi, con la pubblicazione della legge di conversione del decreto denominato del “Fare”, l'articolo 42bis dal titolo “ulteriore soppressione di certificazione sanitaria” ha cancellato tutte le novità in materia di certificazione medica. Decisione presa per "salvaguardare la salute dei cittadini promuovendo la pratica sportiva, per non gravare cittadini e servizio sanitario nazionale di ulteriori onerosi accertamenti e certificazioni".
Con i soliti pasticci all’italiana non tutte le certificazioni però sono state abrogate in maniera esplicita. Resta, anche per le attività amatoriali, l’obbligo della visita. Sono poi medici o pediatri di base a stabilire, dopo anamnesi e visita, se i pazienti necessitano di ulteriori accertamenti come l'elettrocardiogramma. Questa ambiguità ha generato grande confusione per cui nel dubbio molti medici richiedono esami preventivi per frequentare palestre e campi da calcio.

Ma l’elettrocardiogramma per un bambino che vuole solo divertirsi in piscina è davvero necessario? Partiamo da alcuni numeri: la morte improvvisa tra giovani atleti è rara.
Negli Stati Uniti, ci sono circa 150 decessi che si verificano ogni anno durante lo svolgimento di attività sportive. Al contrario, ogni anno  circa 14.000 persone di età inferiore ai 21 anni sono vittime di incidenti stradali, 8.000 muoiono per episodi improvvisi non legati all'esercizio fisico, 4.100 sono vittime di omicidio, e 2.200 di suicidio.
Non c’è nessuna prova scientifica che dimostra l’utilità dell’esecuzione di ECG in assenza di fattori di rischio.
Uno studio americano ha dimostrato che il tasso di morte improvvisa tra gli atleti delle scuole superiori per un periodo di 23 anni è di 1 decesso per 100.000 persone all’anno per coloro che non erano stati sottoposti al test, ma il risultato non cambiava con  un’attività di prevenzione che comprendeva l’elettrocardiogramma.

Il progetto USA Choosing Wisely, cui fa riferimento la campagna “Fare di più non significa fare meglio”, promossa da Slow Medicine, Partecipasalute e Altroconsumo,considera l’esecuzione di un ecg in assenza di sintomi come una pratica inappropriata. Nelle persone che non hanno sintomi l’esame può indurre a falsi positivi o a una sovradiagnosi, cioè a individuare anomalie che non avrebbero mai creato problemi, ma possono portare un giovane paziente a essere sottoposto a procedure invasive come l’angiografia coronarica.

Inoltre rendere obbligatorio l’ecgrappresenta un ulteriore aggravio per le famiglie e per  casse del servizio sanitario. Esami e allarmismi inutili poi, non fanno altro che far erigere un muro fra i giovani e lo sport.
E questo non va bene, se consideriamo che classifiche alla mano siamo il popolo più sedentario d’Europa e che 4 italiani su 10 sono in sovrappeso. Molte delle nostre malattie sono scritte nel DNA ma un corretto stile di vita aiutato soprattutto dallo sport può fare la differenza nel prevenire certe patologie e nel prolungare la vita.
Più di un ECG, che spesso non è nemmeno in grado di individuare una minaccia nascosta e imminente.

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