fbpx Giorgio Parisi socio dell'American Philosophical Society | Scienza in rete

Giorgio Parisi socio dell'American Philosophical Society

Primary tabs

Read time: 3 mins

Il fisico Giorgio Parisi (n.d.r. membro del Gruppo 2003 per la Ricerca) è stato eletto socio dell’ American Philosophical Society. E’ il secondo italiano, dopo Tullio Regge, ad essere accolto  nella più antica società accademica statunitense, che conta tra i fisici, 48 membri americani e solo 6 stranieri.   
Società accademica dal prestigio internazionale, l’American Philosophical Society, fondata da Benjamin Franklin nel 1743,  promuove la conoscenza nei diversi campi del sapere scientifico e umanistico, supportando l’eccellenza della ricerca e dell’insegnamento con convegni, l’editoria scientifica e la divulgazione.
Giorgio Parisi è uno dei fisici più autorevoli del mondo ed è considerato uno dei migliori scienziati italiani in assoluto. Con Carlo Rubbia è l'unico fisico italiano membro della National Academy of Sciences degli Stati Uniti d’America.
I risultati che lo hanno reso noto a livello internazionale riguardano principalmente i sistemi disordinati  ed  i vetri di spin (anche noti come spin glass), una classe di modelli della meccanica statistica di cui lo stesso Parisi ha fornito numerose applicazioni in altri ambiti come la teoria della complessità computazionale, biologia e l’immunologia. Notevoli anche i suoi contributi nel campo della fisica delle particelle elementari. I suoi studi hanno avuto un impatto rilevante in molti altri campi del sapere quale l’antropologia, le scienze cognitive, la finanza e le scienze sociali. E’ di fatto oggi una delle personalità più influenti del panorama scientifico internazionale.
“Questa affiliazione non va solo a me ma anche a tutti coloro che ho seguito durante la mia carriera – ha dichiarato il Prof. Parisi - se io sono stato un bravo maestro, loro sono stati degli ottimi allievi. E’ un riconoscimento che si inquadra nella lunga tradizione della scuola di fisica romana, a partire da Fermi, Amaldi e sarebbe andato certamente a Nicola Cabibbo, se non fosse prematuramente scomparso tre anni fa.”
“Riconoscimenti come questo attestano ancora una volta – ha dichiarato il presidente INFN Fernando Ferroni - che la fisica e la scienza italiana sono rappresentati ai massimi livelli da personalità di levatura assoluta e che le grandi istituzioni internazionali non faticano a riconoscerlo.” 

Giorgio Parisi si è laureato all'Università La Sapienza di Roma nel 1970, sotto la guida di Nicola Cabibbo. È stato ricercatore presso l’INFN, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, la Columbia University e in seguito all'Institut des Hautes Études Scientifiques, all’École normale supérieure de Paris e presso l’Università di Roma Tor Vergata.  Attualmente insegna "Meccanica statistica e fenomeni critici" presso il dipartimento di fisica dell’Università La Sapienza di Roma e direttore dell’SMC del CNR, è associato all’INFN.
Per i suoi contributi alla fisica, matematica e alla scienza in generale ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, fra cui la Medaglia Boltzmann, il premio Dirac, e il premio Fermi. E’ anche membro dell’Accademia dei Lincei e dell’Accademia Francese delle Scienze.

Ufficio Comunicazione INFN

Autori: 
Onorificenze

prossimo articolo

Quando nasce davvero l’ambientalismo?

manifestazione ambientalista

"Silent Spring", di Rachel Carson, è diventato nel 1962 il simbolo della nascita dell’ambientalismo moderno. Ma già prima una serie di esperienze aveva cominciato a mettere in discussione la fiducia illimitata nella crescita economica e nel progresso tecnologico. Le ripercorre Stefano Nespor: dal movimento antinucleare alla nascita della IUCN e del WWF, dall’Anno geofisico internazionale al primo romanzo ecologista. Esperienze in cui scienziati, intellettuali e associazioni contribuirono (spesso indipendentemente gli uni dagli altri) a costruire una nuova consapevolezza: la natura non era soltanto una risorsa da sfruttare, ma un patrimonio da conoscere e proteggere.

Negli anni immediatamente successivi alla fine della seconda guerra mondiale, entrambi i blocchi dei Paesi vincitori, i Paesi a economia di mercato e i Paesi socialisti, hanno posto in primo piano, anche se per diverse finalità, il medesimo obiettivo: la crescita economica e lo sviluppo. L’obiettivo per i primi era la realizzazione di un ordine economico internazionale basato sul libero mercato. Per i Paesi del blocco socialista era la realizzazione della futura società socialista.