Una
giornata di studio su “Giornalismo e cultura scientifica in Italia” organizzata
dall’Accademia dei Lincei e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche si terrà
martedì 12 novembre ai Lincei.
L’elenco
dei casi di disinformazione scientifica in Italia comincia a essere eccessivo -
fanno notare gli organizzatori - considerando soltanto l’arco di tempo che va
dal caso Di Bella a quello più recente e drammatico di Stamina, si è passati
attraverso la messa al bando degli ogm di interesse agroalimentare, a leggi che
impongono contro la lettera stessa della Costituzione pratiche cliniche
rischiose per la salute dei pazienti (es. Legge 40 sulla fecondazione
medicalmente assistita) fino alle modifiche apportate alla legge che recepisce
la direttiva europea sulla sperimentazione animale.
Alla
base di tutto questo c’è un preoccupante analfabetismo scientifico della
popolazione, come ci hanno ricordato di recente i dati OCSE, che colpisce purtroppo anche la classe dei
politici chiamati a decidere su questioni di cui non hanno alcuna conoscenza,
con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
Da
molti anni la classe politica e dirigente italiana non riesce a esprimere
scelte in materia di finanziamento e indirizzo della ricerca e dell’innovazione,
all’altezza del ruolo cui il Paese aspira nel quadro delle sfide economiche e
politiche mondiali.
Occorre
ricreare nella società una cultura scientifica e per questo un ruolo
determinante deve essere svolto assieme con la comunità scientifica anche dai
media e dalla comunicazione giornalistica.
Lincei e CNR: giornalismo e cultura scientifica in Italia
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Nipah, in Europa il virus non spaventa. Ma il contesto sì

Durante la pandemia di Covid-19 il film Contagion sembrò anticipare la realtà: zoonosi, risposta sanitaria globale, disinformazione. Oggi un focolaio di Nipah virus in India riporta l’attenzione su questi scenari. Il rischio per l’Europa resta basso, ma il contesto è cambiato: la cooperazione internazionale è più fragile, dopo il ritiro degli Stati Uniti dall’Organizzazione mondiale della sanità. La domanda non è se scattare l’allarme, ma come rafforzare una risposta globale efficace.
In copertina: fotografia al microscopio ottico del Nipah virus. Crediti NIAID/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY 2.0
Durante la pandemia da Covid-19, il film Contagion del 2011 ebbe un picco di popolarità, perché in effetti la risposta della comunità internazionale (tra cui i CDC statunitensi erano in prima fila) alla minaccia di una pandemia aveva parecchie somiglianze con quello che stava succedendo nel mondo al di fuori dello schermo. Nel film, il virus che causava appunto il contagio era sconosciuto, proveniva dal mondo animale, più precisamente dai pipistrelli che, disturbati dalle attività umane nel loro habitat naturale, andavano a infettare dei maiali.