fbpx Inceneritori e nascite pretermine | Page 4 | Scienza in rete

Inceneritori e nascite pretermine

Read time: 3 mins

Vicino agli inceneritori aumenta il rischio di nascita pretermine: un nuovo studio, pubblicato su Epidemiology, espone gli ultimi dati sulla relazione tra emissione a inquinanti ed effetti sulla salute in gravidanza, confermando quanto noto finora. 

Lo ricerca, condotta in collaborazione tra ARPA Emilia Romagna e il Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio, ha preso in esame tutte le gravidanze e le nascite di donne residenti in un'area massima di 4 chilometri di distanza - limite oltre il quale la dispersione dei PM10 può essere significativa e complicare la lettura dei dati  da inceneritori - tra il 2003 e il 2010, nella zona che comprende Piacenza, Reggio emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e rimini, per un totale di circa 21mila bambini registrati presso gli uffici comunali di competenza. A ogni nuovo nato registrato sono stati attribuiti i parametri caratterizzanti la posizione (georeferenza) e il livello di esposizione agli inquinanti (PM10 dagli inceneritori e NOx da altre fonti di inquinamento).  I dati disponibili in archivio sono stati poi elaborati con un modello di dispersione statistica già utilizzati in precedenti studi epidemiologici (l'ADMS-Urban, un modello di dispersione quasi-gaussiano) normalizzati per ciascuna gravidanza su base mensile.

I risultati tracciano una scala di rischio tra l'esposizione agli inceneritori e altre caratteristiche di fine gravidanza (come nascite multiple), localizzando in effetti l'incidenza sulle pretermine tra le prime posizioni.
Tuttavia non è ancora ben definitio un modello che definisca il ruolo che ciascun inquinante ha in questo fenomeno, mentre un livello di coerenza accertato con maggiore sicurezza è disponibile per  esempio con il rischio di basso peso alla nascita. Va ricordato, infatti, che la dispersione dei PM10, tra i principali inquinanti, è soggetta a variazioni statistiche per il contributo determinante delle emissioni derivanti dal traffico veicolare (la zona della Pianura Padana studiata presenta un alto tasso di concentrazione dovuta a scarsa ventilazione e difficoltà quindi di discriminare le sorgenti).

I possibili meccanismi biologici derivanti dalle emissioni che lo studio è in grado però di suggerire come anticamera di nascite premature sono la variazione nell'equilibrio endocrino, effetti epigenetici e stress da osssidazioni di radicali liberi.

In sostanza quindi, lo studio non può ancora tracciare un quadro completo del fenomeno, ma conferma sostanzialmente i dati già disponibili in letteratura. Non molti, in realtà, come quelli diffusi lo scorso marzo dal progetto Moniter - lo studio promosso da studio promosso da Regione Emilia Romagna e Arpa, con l’obiettivo di “organizzare un sistema di sorveglianza ambientale ed epidemiologica sugli otto inceneritori di rifiuti presenti in regione” - che segnalavano la presenza di un'associazione statisticamente significativa tra esposizione ad emissione da inceneritore e nascite pretermine, in un periodo di tempo molto ristretto (tra il 2007 e il 2010) a fronte di  una debole associazione, invece, tra esposizione e abortività spontanea.

Autori: 
Sezioni: 
Emissioni inquinanti

prossimo articolo

Campioni con una malattia cronica? Le nuove frontiere dello sport agonistico

Atleta pensosa

La recente vittoria di Alexander Zverev al Roland Garros dimostra che una malattia cronica non è necessariamente incompatibile con lo sport di alto livello. Dal diabete alla celiachia, fino ad alcune cardiopatie, i progressi della medicina stanno ridefinendo i confini dell'attività agonistica. Ma regolamenti e criteri di idoneità non sembrano evolvere con la stessa rapidità.

Immagine Run4FFWUP

Si è conclusa da pochi giorni l’ultima edizione del torneo Roland Garros, che dal 1891 richiama sulla terra rossa di Parigi i più grandi tennisti mondiali. Contrariamente a molte delle previsioni della vigilia, la vittoria è andata al tennista tedesco Alexander “Sascha” Zverev, che ha superato l’italiano Flavio Cobolli al termine di una battaglia durata quasi quattro ore e conclusasi soltanto al quinto set.