fbpx La lezione sorridente di Romeo Bassoli | Scienza in rete

La lezione sorridente di Romeo Bassoli

Primary tabs

Read time: 2 mins

romeo bassoliCaro Romeo, quanta strada fatta insieme. E certo non sarebbe stata la stessa strada senza di te, con la tua umanità, il tuo inconfondibile umorismo e “freddurismo”, la tua passione per la scienza, la tua ispirazione giornalistica, che non poteva venir meno nemmeno nel raccontare con coraggio e delicatezza su Facebook la malattia che alla fine ti ha portato via.

A Romeo Bassoli (1954-2013) si deve buona parte del giornalismo scientifico in Italia. Portato dalla natale Sesto San Giovanni da Luigi Berlinguer a Roma a occuparsi di Scuola per l'Unità negli anni settanta, Romeo si trovò a inventare dal nulla la mitica pagina scientifica del quotidiano del PCI nel 1987, che resistette dodici anni, fino al 1999, anno in cui le mode del momento la sacrificarono.

Socio di Zadig, dove si inventò brillanti iniziative come “Lanci”, Romeo Bassoli diventò poi nel 2008 capo ufficio stampa dell'Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN). E si vide subito in termini di impatto e vivacità della comunicazione delle straordinarie scoperte della fisica delle particelle di questi anni.

Ha insegnato la comunicazione della scienza a generazioni di giovani.

L'ultima sua fatica è il libro scritto con Luciano Maiani, “A caccia del Bosone di Higgs”. E già scorrendo i titoli degli altri suoi libri ci si può forse fare un'idea dello spirito che lo contraddistingueva: dalla “Luna di ottobre. Come lo Sputnik cambiò il mondo” (con Federico Ungaro, 2007), a “Portiamo anche i bambini. Viaggiare con i figli senza rovinarsi le vacanze” (1997). Da  “Il bue oltre la siepe. Il benessere animale nell'equilibrio uomo/natura” (1996), a "I nuovi adolescenti. Radiografia di un'età dimenticata" (con Eva Benelli, 1995). Per giungere al primo “Fiabe delle Asturie” (1989).

Quando lo si chiamava spesso rispondeva con l'ormai leggendario “Nuotiamo con vigore”. E così ce lo immaginiamo - stretti alla compagna Eva Benelli e ai figli - che si allontana da noi, a grandi bracciate, con la sua bella barba e il suo sorriso.

Ecco come raccontava su Janus la sua malattia.

Articoli correlati

Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

La dignità della grazia

screenshot dal film La grazia

Nel suo ultimo film, il regista Paolo Sorrentino mette in scena i tormenti morali di un Presidente che deve decidere se concedere la grazia a due persone colpevoli di omicidio, seppure in circostanze attenuanti. Bisogna essere coraggiosi, oggi, per concedere la grazia, ma anche esigenti con se stessi e con gli altri. Eppure è un atto di gentilezza, una gioia per chi la riceve e per chi la concede.

Nell'immagine di copertina: uno screenshot dal film La grazia (2025), di Paolo Sorrentino

Il referendum sulla giustizia 2026 pone, a prescindere dal merito dei quesiti posti e dai pro e contra, che i diritti delle persone, della maggioranza, dei cittadini “comuni” siano, ancora una volta, ampiamente limitati perché il linguaggio della pubblica amministrazione e della giurisprudenza è troppo spesso incomprensibile. Non è solo l’uso del burocratese, ma anche del vocabolario antiquato e spesso farraginoso delle disposizioni di legge, forse alla base anche delle diverse interpretazioni delle leggi da parte degli stessi giuristi e, ovviamente, dei politici.