fbpx Nasce una rete globale delle università di ricerca | Scienza in rete

Nasce una rete globale delle università di ricerca

Read time: 2 mins

A Hefei, in Cina, è stato firmato oggi  il primo documento congiunto che prefigura la costituzione di un’alleanza globale delle Università di élite. In rappresentanza dell’Italia, con la LERU, l’Università Statale di Milano, unica italiana inclusa nella Lega delle università di ricerca europee.

Le quattro più importanti associazioni internazionali delle università di ricerca americane, cinesi, australiane ed europee  hanno sottoscritto un documento in 10 punti che richiama con forza quelle che devono restare le caratteristiche e le prerogative delle università di ricerca.

L’atto apre alla formazione di una rete globale delle università leader, per incidere sulle politiche della ricerca, anche nella prospettiva di una programmazione comune delle strategie di sviluppo.

Per continuare, o tornare a essere, motore di sviluppo sociale ed economico a lungo termine le università devono essere messe in grado di sviluppare in piena autonomia, conoscenza e creatività, senza venire pressate da politiche a corto raggio che fissano obiettivi utili solo per l’immediato. La ricerca di base non va sacrificata a quella applicata, in una visione troppo accentuata in senso utilitaristico che produrrebbe un depotenziamento dell’effettivo e più incisivo ruolo delle università.

Nei 10 punti, forte accento su piena indipendenza e autonomia nello stabilire le priorità per la ricerca, la formazione, il reclutamento, il ruolo della valutazione esterna, l’internazionalizzazione, meritocrazia e trasparenza, profonda intransigenza e attenzione agli aspetti etici in ogni ambito di azione. E, altrettanto importante anche se più nello sfondo, la prefigurazione di forme di collaborazione su scala planetaria fra le università di ricerca, che possono imparare l’una dall’altra nel programmare le proprie strategie di sviluppo.

Autori: 
Sezioni: 
Politica della ricerca

prossimo articolo

Piano pandemico fermo: cosa insegna Covid-19

dispositivi medici per terapia intensiva

Il nuovo Piano pandemico italiano è ancora bloccato, mentre il dibattito resta acceso su efficacia e costi delle misure di contenimento. Intanto comunque Covid-19 ha molto da insegnare: ripartendo dall’analisi dei ricoveri in terapia intensiva durante la prima ondata di Covid-19, gli epidemiologi Rosso e Baussano mostrano limiti e potenzialità dei modelli epidemiologici, e sottolineano la necessità di strumenti previsionali robusti, aggiornati e condivisi per affrontare future emergenze sanitarie.

A che punto è il Piano pandemico italiano? Dalle ultime notizie, ricavate da un articolo del Sole 24 Ore pubblicato il 23 febbraio 2026, l’Italia non ha ancora pubblicato il Piano Pandemico 2025-2029.  L’ultima bozza disponibile risale all’estate 2025 ed è oggetto di un rimpallo tra Ministero della Salute, Regioni e Ministero dell’Economia, che ha sollevato dubbi sulle coperture finanziarie.