fbpx Sindrome di Lesch-Nyhan: un progetto coordinato con Parma | Scienza in rete

Sindrome di Lesch-Nyhan: un progetto coordinato con Parma

Read time: 2 mins

Il gruppo di ricerca coordinato dal prof Riccardo Percudani, del Laboratorio di Biochimica, Biologia Molecolare e Bioinformatica presso il Dipartimento di Bioscienze dell‘Università di Parma, ha vinto un Grant Telethon 2013, per un progetto su una malattia genetica rara, dal titolo Sviluppo di una terapia enzimatica per la sindrome di Lesch-Nyhan. Il progetto ha passato la severa selezione del comitato scientifico di Telethon classificandosi 12° su 260 proposte, e ha ottenuto un finanziamento di 350.000 euro da impiegarsi soprattutto in borse per giovani ricercatori.

La ricerca del prof. Riccardo Percudani, presentata in collaborazione con il prof. Stefano Bettati del Dipartimento di Neuroscienze dell’Ateneo di Parma, e con la dott.ssa Maria Pia Rastaldi del Renal Research Laboratory dell’Ospedale Maggiore - Policlinico di Milano, è rivolta alla cura della Sindrome di Lesch-Nyhan, una malattia genetica rara per la quale non esiste tuttora una terapia adeguata.

La sindrome di Lesch-Nyhan, che prende il nome dai pediatri americani che per primi hanno descritto questa malattia, è un difetto congenito del metabolismo delle purine causato da insufficienza dell’enzima ipoxantina-guanina fosforibosiltransferasi (HPRT). L’enzima HPRT agisce nel recupero di basi puriniche che sono altrimenti degradate ad acido urico, il prodotto finale della via metabolica. Caratteristica della malattia è la sovrapproduzione di acido urico, che si manifesta subito dopo la nascita e che può causare gotta e calcoli renali. I bambini che presentano le forme più gravi del difetto enzimatico sono anche colpiti da menomazioni motorie e da disturbi del comportamento, che si manifestano con morsi alle mani, dita, labbra e lingua.

Il lavoro dei ricercatori prevede di sperimentare l'utilizzo di enzimi per la degradazione dell'acido urico identificati in precedenza nei laboratori dell'Università di Parma. L'Ateneo parmense è infatti già  titolare di un brevetto internazionale su queste molecole di potenziale interesse terapeutico. Tre enzimi che nei mammiferi assicurano l’eliminazione dell’acido urico verranno prodotti in forma purificata e opportunamente modificati attraverso PEGilazione (in collaborazione con il gruppo di ricerca di Stefano Bettati), per consentirne l’uso prolungato nel trattamento della malattia. L'utilizzo di un modello murino (in collaborazione con il gruppo di ricerca di Maria Pia Rastaldi) consentirà di acquisire informazioni sull'efficacia e la sicurezza del nuovo trattamento.    

Autori: 
Sezioni: 
Telethon

prossimo articolo

Clima, ambiente e conflitti: implicazioni etiche per la medicina e la garanzia della cura

Disegno ad acquarello del mondo con accanto uno stetoscopio

Cambiamento climatico, degrado ambientale e aumento delle disuguaglianze sono minacce per la salute pubblica in Europa. In parallelo, il deterioramento del contesto geopolitico e l’aumento della spesa militare rischiano di sottrarre risorse alla prevenzione sanitaria, alla mitigazione climatica e al rafforzamento dei sistemi sanitari. I dati epidemiologici indicano che i rischi ambientali sono responsabili in Europa di più di 200.000 morti premature ogni anno, mentre i rischi climatici aumentano in frequenza e intensità. Allo stesso tempo, i conflitti armati e la crescente militarizzazione delle politiche di sicurezza sollevano interrogativi sulle priorità di investimento pubblico. Come possiamo integrare la salute umana nelle strategie di sicurezza europea? Una proposta è adottare un paradigma di sicurezza fondato su salute umana, stabilità degli ecosistemi e cooperazione internazionale. Integrare la salute nelle politiche energetiche, industriali e di sicurezza, insieme alla promozione della sostenibilità dei sistemi sanitari, può contribuire a costruire un modello di governance europea più resiliente ed equo. In questo contesto, la professione medica è chiamata a svolgere un ruolo etico e civico nel promuovere politiche orientate alla tutela e al diritto alla salute e alla garanzia della cura.

Immagine di copertina generata con ChatGPT
 

Negli ultimi decenni, il concetto di sicurezza ha subito una profonda trasformazione. Tradizionalmente associata alla difesa militare degli Stati e alla protezione dei confini nazionali, oggi la sicurezza include dimensioni economiche, energetiche, ambientali e sanitarie.