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Immaginiamo le frontiere - Geni e lingue del mondo

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2012-10-30T17:00:00

Tanto per cambiare, l’idea l’aveva avuta Charles Darwin. Se riuscissimo a ricostruire, scriveva nel 1871, l’albero genealogico delle lingue parlate sulla Terra, otterremmo al tempo stesso l’albero genealogico dell’umanità. Secondo Darwin, popolazioni che parlano lingue simili discendono da antenati comuni vissuti pochi secoli fa, popolazioni che parlano lingue meno simili hanno antenati in comune più indietro nel tempo. Gli antenati di tutti (ma questo Darwin non lo sapeva) stavano in Africa intorno a 100mila anni fa. Controllare se Darwin aveva ragione non è però semplicissimo. Nei primi tempi si contavano le parole in comune nei vocabolari di lingue diverse. Un po’ funziona, un po’ no: il lessico cambia in fretta, ci vuol poco perché si diffondano termini come shopping, spread, o anche soprano e pizza.  Ma come altro si può fare? Una soluzione è allora confrontare aspetti della lingua più resistenti al cambiamento, come le grammatiche e le sintassi. È nato così un progetto, finanziato per i prossimi cinque anni dallo European Research Council, nel quale antropologi, genetisti e linguisti di Modena, York, Bologna e Ferrara viaggeranno insieme per mezzo mondo: i primi a raccogliere campioni biologici il cui DNA verrà studiato in grande dettaglio, i secondi per ricostruire nelle stesse popolazioni la struttura della lingua. È probabile che, a conti fatti, si confermi che in generale Darwin aveva ragione. Ma le eccezioni saranno importanti quanto la regola, perché potranno dirci in che aree del mondo, e in che periodi della storia, le popolazioni si sono mescolate fra loro, oppure, al contrario, certe barriere (geografiche, ma anche culturali, religiose o politiche) hanno ostacolato gli scambi. Alla fine della corsa, speriamo che capire un po’ meglio come sono si sono evolute, nei millenni, la nostra biologia e la nostra cultura, ci aiuti a trovarci più a nostro agio col grande patrimonio di differenze che rende l’umanità così ricca e interessante.

Con Guido Barbujani, Giuseppe Longobardi, Davide Pettener, introduce Vittorio Bo.

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