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Vulcani d'altri mondi

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Modelli numerici di eruzioni vulcaniche su pianeti extrasolari di tipo terrestre indicano che la possibilità di rilevare tali eruzioni non è poi così remota, soprattutto allorché il James Webb Space Telescope entrerà in servizio.

Nello studio - di prossima pubblicazione su The Astrophysical Journal - Lisa Kaltenegger, Wade Henning e Dimitar Sasselov (Harvard-Smithsonian CfA) hanno sviluppato un modello di eruzione vulcanica basandosi su quanto si osserva ai nostri giorni qui sulla Terra. E' emerso che il biossido di zolfo prodotto nel corso di una eruzione esplosiva di grandi dimensioni verificatasi su un esopianeta è potenzialmente misurabile sia per la sua elevata quantità sia perchè la sua rimozione dall'atmosfera è molto lenta.

Secondo i ricercatori, soprattutto quando si potrà contare sull'appoggio del James Webb Space Telescope, sarà possibile rilevare nelle atmosfere degli esopianeti più vicini l'effetto di eruzioni da 10 a 100 volte più intense di quella che nel 1991 ha visto come protagonista il vulcano Pinatubo nelle Filippine - circa 17 milioni di tonnellate di biossido di zolfo immessi nella stratosfera.

E' vero che eruzioni così potenti – per nostra fortuna – non sono molto frequenti qui sulla Terra, ma per un pianeta più giovane o soggetto a forze di marea più intense potrebbero essere di gran lunga più comuni.

Center for Astrophysics

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Astronomia

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Addio a Gino Nicolais, ci mancherà

Luigi Nicolais

Luigi (Gino) Nicolais, nato nel 1942, è stato assessore, ministro, professore universitario, presidente CNR, ma soprattutto uno scienziato di fama nel campo della ingegneria chimica e dello studio dei materiali. Sempre attento ai temi dell'innovazione e della politica della ricerca, ha contribuito a fondare, nel 2003, il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica. È scomparso il 12 gennaio 2026. Il Gruppo 2003 lo ricorda come un caro amico e ispirato presidente. 

Ho avuto l'onore di conoscere Gino Nicolais nei ranghi del Gruppo 2003 per la ricerca, associazione che in quell'anno "Gino", come si faceva chiamare, ha fondato insieme ad altri noti scienziati italiani con l’obiettivo di aumentare la reputazione della cultura scientifica e promuoverne il ruolo strategico nel nostro Paese.