fbpx Il virus che ruba il sistema immunitario | Page 28 | Scienza in rete

Il virus che ruba il sistema immunitario

Primary tabs

Read time: 2 mins

Anche i virus possono avere un sistema immunitario. A rivelarlo è uno ricerca appena pubblicata sulla rivista Nature, dove viene dimostrato che un particolare tipo di batteriofago ha la capacità di “rubare” il sistema immunitario dei batteri e di riutilizzarlo contro il suo ospite. Grazie, infatti, a questa arma segreta il virus riesce a moltiplicarsi, uccidendo così un numero sempre maggiore di batteri. I fagi sono virus che predano esclusivamente i batteri e ciascuno è specifico per un tipo di parassita. Fino ad oggi erano considerati solo come particelle primitive di DNA o RNA, senza nessuna possibilità di avere un sistema immunitario adattativo, in grado, quindi, di rispondere velocemente ai pericoli provenienti dall’ambiente. Discorso diverso, invece, è per i batteri che per poter resistere e sopravvivere all’attacco dei fagi stessi hanno sviluppato, nel tempo, un sistema molecolare chiamato CRISPR/CAS, il cui funzionamento è molto simile a quello del sistema immunitario adattivo degli organismi superiori.

Andrew Camilli dell’Howard Hughes Medical Institute, in questo nuovo studio, si è concentrato sui batteriofagi che attaccano il Vibrio Cholerae, il batterio responsabile delle epidemie di colera negli esseri umani. La sua équipe ha analizzato le sequenze di DNA fagiche prelevate da campioni di feci di pazienti affetti di colera in Bangladesh. Il materiale genetico raccolto conteneva geni per la codifica del sistema CRISPR/CAS. Risultato sorprendente, dato che non era stato mai riscontrato in nessun altro virus. Per verificare i risultati e cercare di capire se il sistema funzionasse realmente, i ricercatori hanno infettato un nuovo ceppo di vibrioni resistenti al virus utilizzando, però, dei fagi sprovvisti di questo rudimentale sistema immunitario. Questi fagi non erano in grado distruggere il ceppo batterico. In una step successivo, lo stesso ceppo batterico è stato infettato con fagi immunizzati. I virus, utilizzando e rimodulando il sistema CRISPR/CAS erano in grado, questa volta, di adattarsi rapidamente, acquisendo così la capacità di uccidere i batteri del colera. Quest’ultimo esperimento dimostra chiaramente come il sistema immunitario del virus è completamente funzionale e versatile. “Lo studio avvalora la controversa idea che i virus sono creature viventi, e rafforza la possibilità di utilizzare la terapia dei fagi per trattare le infezioni batteriche, in particolare quelle che sono resistenti ai trattamenti antibiotici", ha detto Camilli. Attualmente, i ricercatori stanno cercando di decifrare la modalità con cui il sistema immunitario del fagio riesce a disabilitare i meccanismi di difesa dei batteri del colera.
Capire questo sarà molto importante per poter progettare una terapia fagica efficace e stabile per contrastare il colera.

 

Autori: 
Sezioni: 
Biologia

prossimo articolo

La salute pubblica comincia dalle piante: la lezione della Xylella

Olivi attaccati dalla Xylella

La vicenda della Xylella in Puglia è stata raccontata soprattutto come un disastro agricolo. Lo è stata: ha colpito milioni di ulivi, compromesso aziende, frantoi, paesaggi ed economie locali. Ma limitarsi a questa lettura rischia di farci perdere la lezione più importante. La Xylella è stata anche una crisi ambientale, sociale e sanitaria. Una crisi One Health, nel senso più concreto del termine. 

Foto di Daniele Urso

Quando nel 2013, nelle campagne del Salento, gli ulivi cominciarono a seccare in modo anomalo, il fenomeno apparve subito inquietante. Le foglie ingiallivano, i rami si disseccavano, intere chiome sembravano prosciugarsi. In un territorio in cui l’ulivo non è soltanto una coltura, ma identità, paesaggio e memoria familiare, la malattia delle piante fu percepita fin dall’inizio come una ferita collettiva.