Anche un piccolo insetto può sviluppare una memoria di lungo termine. Sembra essere questo il risultato di una ricerca realizzata da un gruppo di entomologi dell'università di Wageningen, Olanda, sul comportamento delle cosiddette vespe parassite (Trichogramma brassicae) e pubblicata su PNAS. Dopo aver incontrato una femmina di farfalla bianca dei cavoli (Pieris brassicae) e abusato delle sue uova, le piccole vespe ne ricordano il profumo emanato (un antiafrodisiaco che tiene lontani i maschi di farfalla). Se l'indomani risentono l'odore, lo riconoscono. Vespe che non hanno avuto la piacevole esperienza non lo riconoscono affatto. Secondo i ricercatori olandesi ciò dimostra che Trichogramma brassicae posseggono una memoria di lungo termine.
Vespe che la sanno lunga
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Thomas Morgan, quando il gene diventa misurabile

Con le ricerche di Thomas Morgan, all’inizio del Novecento, il gene cessa di essere un’entità teorica e diventa una realtà sperimentale: localizzato sui cromosomi, ordinabile in mappe, soggetto a ricombinazione e mutazione. La pubblicazione del suo "The Theory of the Gene" (1926) ha sancito la nascita della genetica causale e quantitativa, che collega ereditarietà, evoluzione e citologia e apre la strada alla genomica e alla medicina genetica.
La genetica causale nasceva cent'anni fa, quando Thomas Hunt Morgan (1866-1945) tirava le somme di oltre venti anni di studi sperimentali su Drosophila melanogaster. Pubblicato a febbraio, The Theory of the Gene (Yale University Press, New Haven, 1926) fu uno spartiacque nella storia della biologia. “Teoria”, non il concetto del gene, che c’era già almeno come unità di trasmissione, né “che cosa è un gene?”, che non si sa nemmeno oggi.