fbpx TWAS: il direttore dell'Ipbes nuovo membro dell'accademia | Scienza in rete

TWAS: il direttore dell'Ipbes nuovo membro dell'accademia

Read time: 2 mins

Zakri Abdul Hamid, membro della TWAS, l’accademia delle scienze per i paesi in via di sviluppo, è stato da poco nominato direttore del neonato Ipbes, il Panel intergovernativo sulla biodiversità e gli ecosistemi. Il panel è stato inaugurato il mese scorso a Bonn, Germania, dove l’Ipbes avrà la sua sede ufficiale.

Zakri, biologo malese noto negli ambienti internazionali per la sua esperienza e la sua opera – anche politica – in favore della tutela della biodiversità, è consigliere scientifico del Primo ministro della Malesia, ed è stato fra i negoziatori della Convenzione sulla diversità biologica, il trattato internazionale del 1992 che tutela la biodiversità, cui aderiscono 192 Paesi più l’Unione Europea (febbraio 2011). “L’Ipbes – spiega Zakri, che resterà in carica – si pone come un’interfaccia specialistica fra scienziati e politici. Nasce con l’obiettivo di creare un legame collaborativo diretto e specialistico fra questi due interlocutori: gli scienziati, in particolare, avranno il compito di fornire ai governi dati scientifici e informazioni utili per inquadrare i problemi ambientali che il pianeta e tutti i suoi abitanti, anche non umani, devono oggi affrontare”.

Aperto a tutti i paesi membri delle Nazioni Unite, l’Ipbes è stato concepito una decina di anni orsono al summit G8 del 2003 tenutosi a Évian-les-Bains (Francia). L’iter che ha portato alla sua formazione, però, si è concluso solo lo scorso anno. Nel 2013, finalmente, l’inizio ufficiale delle attività per i 105 paesi membri che ne fanno parte.

“Il valore aggiunto del panel – conclude Zakri – sta nel fatto di essere un organismo indipendente. Raccoglierà ed elaborerà con criteri scientificamente corretti e trasparenti i dati scientifici che consentiranno ai governi di prendere decisioni informate a livello globale, coinvolgendo nei processi decisionali non solo la classe politica, ma anche le università, gli istituti di ricerca e tutti coloro che operano in favore dell’ambiente”.

Ufficio Stampa TWAS

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Scienza e sostenibilità

prossimo articolo

Cosa possono aspettarsi i bambini di Gaza dal Board of Peace?

bambini in un campo di accoglienza

Si stima che a Gaza siano andati persi oltre 3 milioni di anni di vita e più di 1 milione di anni di vita riguardano bambini e bambine di età inferiore ai 15 anni. E 15 anni sono quelli necessari per riportare alle condizioni di salute che precedevano un conflitto, come sottolinea uno studio pubblicato sul Bmj. I bambini e le bambine della Striscia di Gaza dovranno aspettare fino alla fine degli anni '30 per vedere i loro già drammatici livelli di benessere ripristinati? 

Dopo il cosiddetto “cessate il fuoco” del conflitto palestinese, quella che in realtà sembra cessata è l’attenzione e la partecipazione agli eventi drammatici che sono successi e continuano a succedere, anche se forse con minore intensità, nella Striscia e sul nuovo fronte della guerra all’Iran.