fbpx Torino: il programma di Merighi, candidato rettore | Page 10 | Scienza in rete

Torino: il programma di Merighi, candidato rettore

Primary tabs

Read time: 1 min

L’Università di Torino sceglie il suo nuovo rettore, che prenderà il posto di Elio Pellizzetti e rimarrà in carica per sei anni, fino al 2019. Lunedì scorso ha avuto luogo il primo dibattito pubblico tra i docenti che concorrono per diventare il prossimo "magnifico" dell’ateneo torinese, organizzato dalla scuola di Medicina. Gli sfidanti per il rettorato sono quattro: Gianmaria Ajani, Vincenzo Ferrone, Adalberto Merighi e Anna Maria Poggi, i quali hanno dato inizio a quella che è una vera e propria campagna elettorale. Anche per il mondo universitario, infatti, l’elezione di una nuova guida ha assunto col tempo dinamiche non dissimili dal mondo politico, con la possibilità per i candidati di presentare le proprie proposte e programmi in modo trasparente, attraverso un confronto con il pubblico al di fuori delle mura degli atenei.

Il 10 e 11 aprile 2013, i 2700 votanti (tra docenti, tutti i ricercatori, parte del personale amministrativo e rappresentanti degli studenti) potranno eleggere il rettore con maggioranza assoluta. In caso contrario, è prevista una tornata elettorale di ballottaggio il 22 e 23 aprile.

Scienzainrete offre il suo spazio ai candidati che intendono rendere pubblici i loro programmi.
Qui è possibile consultare un documento che riporta il programma del primo dei quattro aspiranti rettori ad accettare l'invito, Adalberto Merighi.

Autori: 
Sezioni: 
Università

prossimo articolo

Biliardini nella Striscia di Gaza

biliardino su mappa della Striscia di Gaza

Durante la Guerra civile spagnola, Alejandro Campos Ramírez, combattente per la Repubblica, pensò che il biliardino avrebbe potuto aiutare i tanti bambini che avevano perso le gambe a continuare a giocare a calcio. L’impatto delle amputazioni causate dai conflitti è drammatico e richiede risorse tecnologiche e disponibilità di personale difficili da trovare. La Striscia di Gaza è il territorio con il più alto numero di bambini e bambine amputati. Ma nessuno pensa ai biliardini. 

L'assistenza specialistica in contesti di crisi umanitaria è difficile da garantire e molto impegnativa. Ostacoli nell'accesso alle cure possono persistere per molto tempo. La situazione nella Striscia di Gaza è esemplare a tale proposito: dal 2006, il blocco israeliano limita gli spostamenti all’interno e attraverso i punti di ingresso, spingendo il sistema sanitario locale al collasso per la carenza di farmaci essenziali, di attrezzature e di personale sanitario, negando spesso ai pazienti i permessi necessari per cercare cure salvavita all'estero.