fbpx Super supernova | Page 15 | Scienza in rete

Super supernova

Primary tabs

Read time: 1 min

Le supernovae di tipo Ia sono fondamentali per i cosmologi. Il fatto che la luminosità di queste colossali esplosioni sia pressoché costante le rende ottime candele campione per valutare le distanze nell'universo. Una supernova particolarmente brillante, però, ha fatto vacillare le certezze degli astronomi.

Le nostre conoscenze dell'evoluzione stellare ci dicono che le supernovae di tipo Ia provengono dalla catastrofica distruzione di una nana bianca, un corpo celeste la cui massa è sempre inferiore a circa 1,4 masse solari, valore chiamato limite di Chandrasekhar. Recenti misurazioni della supernova SN 2007if compiute da Richard Scalzo (Yale University) e dal suo team, però, hanno indicato che la massa della stella che ha prodotto quella supernova così brillante è abbondantemente al di sopra di quel limite. Scalzo ritiene ci siano buone probabilità che SN 2007if non sia una supernova come tutte le altre, ma alle sue origini ci sia la fusione di due nane bianche.

Questa possibilità non creerebbe problemi alla validità del limite di Chandrasekhar e a quanto conosciamo dell'evoluzione stellare, ma potrebbe risultare critica per la cosmologia. Verrebbe infatti messa in discussione l'affidabilità di queste supernovae quali candele campione e, ovviamente, le valutazioni delle distanze cosmiche che si basano su di esse. Insomma, una bella grana per i cosmologi.

Yale University - arXiv.org

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Meningioma e contraccettivi: il rischio dei titoli sul rischio

contraccettivi

Un aggiornamento di farmacovigilanza su due progestinici, desogestrel ed etonogestrel, associati a un piccolo aumento del rischio di meningioma, è diventato sui giornali un titolo allarmante sul «rischio di tumore al cervello». Il caso mostra quanto la sintesi giornalistica possa distorcere un dato di per sé rassicurante (la farmacovigilanza funziona) e perché comunicare bene il rischio conti quanto misurarlo correttamente.

Reproductive Health Supplies Coalition - Unsplash

Lo scorso 6 agosto, il quotidiano Open ha pubblicato un articolo dal titolo decisamente allarmante: «Contraccettivi, scatta l’allerta Aifa: rischio di tumore al cervello». È il genere di lancio acchiappa-click che può trasformare un aggiornamento di farmacovigilanza in una tempesta mediatica, con il pericolo di alimentare paure sproporzionate rispetto alle evidenze scientifiche e allontanare tante donne da una contraccezione sicura. Esperienze già fatte in passato.