fbpx Stockholm Water Prize a John Briscoe | Page 8 | Scienza in rete

Stockholm Water Prize a John Briscoe

Primary tabs

Read time: 2 mins

Stockholm Water Prize, noto come il "Premio Nobel dell'acqua", è stato assegnato a John Briscoe, professore di ingegneria ambientale presso la Facoltà di Ingegneria e Scienze Applicate di Harvard.
Il premio, istituito nel 1991 dalla International Water Institute, viene dato a individui, organizzazioni o istituzioni in "riconoscimento delle ricerche effettuate per aumentare la conoscenza dell'acqua come risorsa e per le azioni messe in atto per proteggere la sua usabilità soprattutto nei paesi in via di sviluppo. "

Nella motivazioni, il Comitato del Stockholm Water Prize afferma che Briscoe "ha unito la ricerca scientifica con l'attuazione di strategie in grado di migliorare lo sviluppo e la gestione delle risorse idriche. Contributi senza precedenti per la gestione globale e locale di acqua - contributi che coprono vasti ambienti tematici, geografici e istituzionali - che hanno migliorato la vita e i mezzi di sussistenza di milioni di persone in tutto il mondo."

Negli anni ha lavorato per molti governi di paesi in via di sviluppo come Bangladesh e Mozambico cercando di sviluppare strategie per la protezione da inondazione o dalla siccità.
Briscoe ha contribuito allo sviluppo del Water 2003, progetto per la Banca Mondiale. Alla base delle sue idee rivoluzionarie c’è anche un nuovo modello di dialogo fra le istituzione e le persone. Le voci delle persone che vivono condizioni di disagio devono essere ascoltare dai leader politici. "E' importante tenere in considerazione il pensiero della gente perché sono loro i destinatari dei nostri progetti." ha ripetuto più volte Briscoe

Il Premio sarò consegnato da Re Carlo XVI Gustavo di Svezia durante World Water Week in Stockholm che si terrà a il 4 settembre.

Sezioni: 
Canali: 
Innovazione sostenibile

prossimo articolo

Punire prima? I quattordicenni subito imputabili

il castello di Nisida

Il governo ha presentato un disegno di legge che inverte l’onere della prova per i minori tra i 14 e i 18 anni: non sarà più il giudice a dover dimostrare la loro capacità di intendere e volere, ma la difesa a dover provare il contrario. Una misura che non abbassa l’età imputabile, ma che secondo molti giuristi tradisce la logica educativa su cui si fonda da trent’anni il sistema penale minorile italiano.

Immagine: General Cucombre from New York, USA - Napoli 3691 Uploaded by Markos90 CC BY 2.0

Nel pomeriggio di giovedì 23 luglio 2026, seduta n.182, il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge recante modifiche in materia di imputabilità del minore. Si conoscerà il testo del D.d.l. non appena sarà trasmesso al Parlamento e per ora occorrerà accontentarsi del comunicato stampa pubblicato sul sito del Governo e del testo attuale degli artt. 98 co. 1 c.p. e 9 d.P.R. 448/1998, entrambi interessati dal disegno di legge.