fbpx Sotto gli occhi di GRAIL | Page 4 | Scienza in rete

Sotto gli occhi di GRAIL

Primary tabs

Read time: 1 min

Imminente l’entrata in servizio delle due sonde gemelle della missione GRAIL: in orbita intorno alla Luna studieranno in dettaglio la gravità del nostro satellite.

Grandi più o meno come una lavatrice e pesanti circa 200 kg ciascuna, le due sonde progettate e realizzate dalla NASA avranno il compito di rilevare come cambia la gravità lunare in corrispondenza di differenti regioni della sua superficie. Poichè la gravità risente non solo delle strutture visibili quali crateri e montagne ma dipende anche dagli accumuli di massa nascosti sotto la superficie, le misure saranno davvero utili per ricostruire la costituzione interna del nostro satellite. La tecnologia di GRAIL (Gravity Recovery and Interior Laboratory) si basa su quella impiegata con successo nella missione GRACE (Gravity Recovery and Climate Experiment) che sta mappando la gravità terrestre fin dal 2002.

Le due sonde, lanciate con un unico vettore, nel volgere di 3 o 4 mesi si immetteranno su una stessa orbita, ma l’una precederà l’altra. Poichè l’accuratezza dei loro percorsi intorno alla Luna è fondamentale per la riuscita della missione, saranno però necessari altri due mesi per immettere le sonde sulle orbite definitive. Quando tutto sarà come da manuale, dunque, GRAIL-A e GRAIL-B orbiteranno intorno alla Luna in formazione e proprio le variazioni della reciproca posizione permetteranno di misurare con precisione l’attrazione gravitazionale che stanno sperimentando.

NASA - Space.com

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

La medicina di precisione non può fare a meno degli small data

I big data promettono di rivoluzionare la medicina, ma rischiano di nascondere più di quanto rivelino quando si tratta di curare il singolo paziente. Lorenzo Farina argomenta che gli small data - i dati «piccoli» abbastanza da essere compresi direttamente dal clinico - non sono un residuo del passato ma un elemento irrinunciabile della medicina di precisione. La vera sfida non è scegliere tra i due paradigmi, ma abbandonare l'approccio data-driven e tornare a ragionare per domande: prima la questione clinica, poi i dati necessari a rispondervi.

Gli small data sono definiti come quei dati di dimensione abbastanza «piccola» da poter essere immediatamente compresi da un essere umano, non tanto nella loro interpretazione che ovviamente ha sempre e necessariamente bisogno della analisi, ma nel loro significato biologico generale. Tipicamente, sono il risultato di esperimenti di laboratorio che non utilizzano macchine per l'analisi dei dati omici, bensì altre biotecnologie in grado di misurare relativamente «pochi» dati per provare a rispondere alla domanda che interessa.