fbpx Scoperto il recettore che 'frena' il tumore tipico dell'AIDS | Page 5 | Scienza in rete

Scoperto il recettore che 'frena' il tumore tipico dell'AIDS

Primary tabs

Read time: 2 mins

Le chemochine sono un’importante componente dell’infiammazione che promuove la progressione dei tumori. Il lavoro appena pubblicato su Cancer Immunology Research, frutto della collaborazione tra i ricercatoridell'Università Statale di Milano (Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale e Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche "L. Sacco") e l'Unità di Dermatologia della Fondazione IRCCS Ca' Granda, Ospedale Maggiore Policlinico, ha studiato l’azione di un recettore chiamato D6 (o ACKR2) che contrasta l’azione delle chemochine, diminuendone la biodisponibilità nei tessuti ed esercitando in tal modo un’azione antiinfiammatoria. Il lavoro è stato guidato da Raffaella Bonecchi e Massimo Locati, del Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale della Statale di Milano.

In particolare, i ricercatori hanno studiato l’espressione di questo recettore nelle lesioni di sarcoma di Kaposi, un tipo di tumore che rappresenta una delle principali cause di mortalità nei pazienti affetti da AIDS, soprattuttonell’Africa sub-Sahariana, dove l’accesso alle terapie antiretrovirali è limitato.

Per lo studio sono stati utilizzati modelli in vivo e campioni di pazienti provenienti dall’unita di Dermatologia del Policlinico di Milano, che è un importante centro di riferimento per questa patologia.

Considerando un gruppo di pazienti che presentava una differente velocità di progressione della malattia si è scoperto che le forme più aggressive della malattia mostravano una diminuita espressione del recettore D6. Per capire il significato di questa diminuzione di espressione, i ricercatori si sono avvalsi di una linea cellulare di sarcoma di Kaposi esprimente livelli di D6 differenti.

Esperimenti condotti in vivo hanno permesso di dimostrare che l’espressione di D6 frena la crescita del tumore, mentre la diminuzione della sua espressione permette al tumore di crescere più velocemente perché può richiamare al suo interno cellule del sistema immunitario di tipo macrofagico che ne promuovono la crescita inducendo la crescita di nuovi vasi (angiogenesi).

Studiando il meccanismo con cui il tumore diminuisce l’espressione di D6 i ricercatori hanno inoltre scoperto che questo recettore è bersaglio di una via di segnalazione oncogenica frequentemente attivata nel sarcoma di kaposi.

Questi risultati indicano che l’inibizione delle chemochine infiammatorie può rappresentare una strategia terapeutica alternativa o complementare per il trattamento di pazienti con sarcoma di Kaposi.

Ufficio Stampa UniMi

Sezioni: 
Medicina e ricerca

prossimo articolo

Davvero il mondo resterà senza inverno?

paesaggio con poco ghiaccio

Ne "Il mondo senza inverno" di Bruno Arpaia (Guanda, 2026) tecnologia e controllo sociale si intrecciano a un clima ormai fuori controllo. Il futuro segnato dalla crisi climatica, siccità, migrazioni e disuguaglianze sociali trasformano radicalmente la vita quotidiana. Nonostante il tono cupo, il libro lascia anche spazio alla speranza e alla volontà di reagire. Un ottimo esempio di comunicazione della scienza che funziona (o almeno speriamo).

Foto di Patrik Houštecký da Pixabay

Leggere Il mondo senza inverno di Bruno Arpaia (Guanda editore, 240 pagine, 18€) è come leggere i rapporti del World Economic Forum, ma capendoli. I rapporti dell’IPCC, dei maggiori istituti di ricerca mondiali e qualsiasi altro documento scientifico, infatti, sono solo un elenco noioso di numeri e dati. Imprescindibili per capire il mondo, e sono forse quelli più importanti che potremmo mai avere a disposizione.