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Satelliti per seguire i cetacei

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Quali sono le rotte migratorie delle balenottere comuni nel Mediterraneo? Dove si riproducono? Le risposte potrà presto fornircele il sistema Argos, con i suoi sei satelliti orbitanti in grado di seguire gli spostamenti dei cetacei al termine della stagione estiva.
Il progetto, “Telemetria satellitare applicata alla balenottera comune in Mar Mediterraneo”, è condotto dall’Istituto di ricerca Thethys e messo in opera per conto della Direzione Protezione Natura del Ministero dell’Ambiente, con la collaborazione di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), Università di Siena, Aqualie Institute brasiliano, International Whaling Commission e National Oceanic and Atmospheric Administration statunitense. 

I dispositivi sono stati applicati, nel mese di settembre, su sette balenottere e possono fornire fino a 90.000 trasmissioni, restando in attività per diversi mesi. Il tracking satellitare permetterà quindi di raccogliere preziose informazioni circa eventuali siti di riproduzione oggi sconosciuti, l’entità degli scambi con l’Atlantico, qualora ce ne fossero, e i percorsi seguiti dai mammiferi marini. Dati che potrebbero giustificare l’istituzione di nuove aree protette, analogamente al Santuario Pelagos, e che, incrociati con quelli relativi al traffico marittimo, potranno essere utili per scongiurare collisioni con le imbarcazioni, pericolose sia per l’incolumità degli equipaggi che per i cetacei stessi. Senza dimenticare, inoltre, le possibili implicazioni dal punto di vista ambientale. 

Le rotte delle balenottere possono essere seguite da chiunque registrandosi sul sito dedicato al progetto.

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ISPRA

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Nuovi fossili scoperti in Marocco e datati a circa 773mila anni fa potrebbero avvicinarci all’identità dell’ultimo antenato comune di Homo sapiens, Neanderthal e Denisova, rimasto finora sconosciuto. I resti, rinvenuti nei pressi di Casablanca e analizzati da un team internazionale di ricercatrici e ricercatori, mostrano una combinazione di caratteristiche arcaiche e moderne che apre nuovi scenari sulle origini della nostra specie.

Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0

Alcuni nuovi fossili di ominini scoperti di recente in Marocco aggiungono un nuovo tassello alla ricostruzione delle origini della nostra specie. Un team internazionale ha infatti analizzato resti datati 773mila anni fa provenienti dalla Grotte à Hominidés, nei pressi di Casablanca, scoprendo che presentano un mosaico di caratteristiche primitive e derivate che potrebbero porli alla base della linea evolutiva di sapiens, Neanderthal e Denisova.