E’ tutto pronto per la manifestazione “Non c’è Futuro senza Ricerca” contro gli emendamenti alla direttiva europea 2013/63 in materia di Sperimentazione Animale, che Pro-Test Italia ha organizzato per giovedì 19 settembre via Colonna Antonina (Montecitorio) a Roma. A partire dalle 15,30 diversi relatori, scienziati e politici, spiegheranno quali conseguenze avranno questi emendamenti in ambito scientifico e sociale. Tra questi il giornalista Alessandro Cecchi Paone, il ricercatore del San Raffaele Alessandro Papale, Nadia Malavasi, già presidente di TAI Onlus, e Giuliano Grignaschi, responsabile dell'Animal Care Unit del Mario Negri. Insieme a loro anche Gilberto Corbellini, storico della scienza e consigliere generale dell'Associazione Luca Coscioni. Numerosi i politici attesi come la scienziata Ilaria Capua (Scelta Civica); Emilia Grazia De Biasi (Pd); Carlo Giovanardi (Pdl); Marisa Nicchi (Sel); Filomena Gallo (Radicali), Ezio Bussoletti (Fare per Fermare il Declino). L'obiettivo della manifestazione è "chiedere al Governo di abbracciare la direttiva europea nella sua formulazione originaria perché il testo è stato ottenuto dal confronto tra scienziati e animalisti, e rappresenta il giusto compromesso tra le necessità della ricerca e il benessere animale. E sensibilizzare la cittadinanza sulla necessità della ricerca scientifica, in un mutuo dialogo fondato sulla trasparenza e sul rispetto". Scienza in rete con uno speciale storify seguirà passo dopo passo l’intera manifestazione.
La ricerca scende in piazza
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Claudio Rugarli: ricordo di un medico e maestro

Il 21 agosto scorso è mancato Claudio Rugarli, già professore di Medicina Interna all'Università Vita-Salute San Raffaele e, prima, alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli studi di Milano. Uno dei più autorevoli protagonisti che hanno contribuito a definire il modo in cui la Medicina Interna viene insegnata in Italia, trasmettendo un metodo in cui il rigore scientifico e la chiarezza espositiva si fondono con una costante attenzione alla dimensione clinica e umana della cura.
Al San Raffaele, dove, giovane medico con molti sogni nel cassetto, ero entrato nella primavera dell’anno precedente, conobbi il mio nuovo primario, il professor Claudio Rugarli nel settembre del 1979, la mattina di una giornata di sole. È stato il mio maestro per vent’anni, trascorsi accanto a lui, con la sua guida autorevole a reggere il timone in quella irripetibile stagione di passioni intense, di studi rigorosi e di ricerche affascinanti e d’avanguardia, che hanno portato il nostro ospedale a diventare, in breve tempo, una delle istituzioni più prestigiose del nostro paese.