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Quella strana nebbiolina

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Le immagini raccolte dal satellite Planck mostrano nella regione del centro galattico la presenza di una misteriosa emissione di microonde, una sorta di nebbia diffusa sulla cui origine non si sa praticamente nulla.

Il tipo di emissione in gioco è ben noto agli astronomi ed è riconducibile alla radiazione di sincrotrone, generata quando un elettrone è costretto da un intenso campo magnetico a compiere un percorso a spirale. Anziché diminuire man mano ci si sposta verso frequenze più elevate, però, l'intensità della misteriosa emissione proprio non mostra alcuna diminuzione, dunque non è riconducibile ai meccanismi astrofisici standard.

Le possibili spiegazioni prese in considerazione sono molteplici. Si va dall'idea che questa radiazione sia riconducibile alla materia oscura del centro galattico e alla sua annichilazione all'ipotesi che sia il risultato dell'azione di potenti venti galattici. Poiché gli elettroni coinvolti nella radiazione di sincrotrone vengono accelerati dalle esplosioni di supernova, viene però anche presa in considerazione la possibilità che la nostra stima della frequenza di supernovae sia sottodimensionata.

Nel corso del convegno tenutosi a Bologna, in cui sono state illustrate le ultime scoperte della missione Planck, i ricercatori hanno presentato anche l'individuazione di enormi aggregazioni di gas galattico finora sfuggite a ogni osservazione. La scoperta di queste gigantesche nubi, composte principalmente da idrogeno e destinate ad alimentare la formazione di nuove stelle, è stata possibile grazie all'emissione del monossido di carbonio, una radiazione alla portata degli strumenti di Planck.

Al di là di queste importanti scoperte astrofisiche, però, gli astronomi non vedono l'ora che vengano rilasciati i primi risultati cosmologici della missione. Attesi per l'inizio del 2013, sono infatti i dati riguardanti il fondo cosmico a microonde e l'universo neonato gli obiettivi primari della missione Planck.

ESA - INAF - NASA

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Astrofisica

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