fbpx I quattro del Balzan | Page 3 | Scienza in rete

I quattro del Balzan

Read time: 2 mins

Peter Brown, Bronislaw Baczko, Russell Lande, Joseph Silk riceveranno il Premio Balzan venerdì 18 novembre a Berna, durante la cerimonia di consegna che si terrà al Palazzo Federale alle ore 18, nella sala del Consiglio nazionale. Ai quattro Premi Balzan 2011 sarà consegnata la pergamena dal capo del Dipartimento federale dell’interno, Didier Burkhalter.

Peter Brown (Università di Princeton): Per i suoi eccezionali contributi all’interpretazione storica della tarda antichità, attraverso saggi di grande originalità, di forte impatto e di straordinaria influenza, sul culto dei santi, sul corpo e la sessualità, sull’emergere del cristianesimo e sulla povertà e il potere.
Bronislaw Baczko (Università di Ginevra): Per il suo contributo alla riflessione filosofica dedicata al pensiero di Rousseau e allo studio delle conseguenze politiche e sociali del movimento illuminista sugli avvenimenti della Rivoluzione francese.
Russell Lande (Imperial Collegge di Londra) Per il contributo pionieristico allo sviluppo e all'applicazione della biologia teorica della popolazione, compresi i moderni sviluppi della teoria della genetica quantitativa e lo studio delle dinamiche stocastiche della popolazione.
Joseph Silk (Università di Oxford) Per il lavoro pionieristico sulle prime fasi evolutive dell'universo basato sullo studio degli effetti che processi e fenomeni fisici diversi – quali la materia oscura e la curvatura dello spazio – hanno avuto sulle fluttuazioni del fondo cosmico a microonde e sulla formazione di galassie di diverso tipo.

Autori: 
Sezioni: 
Premi

prossimo articolo

Un batterio che sopravvive all'impatto su Marte può viaggiare nello spazio?

Un nuovo studio della Johns Hopkins mostra che il batterio Deinococcus radiodurans sopravvive a pressioni paragonabili a quelle di un'espulsione di corpi rocciosi dalla superficie marziana. Questo risultato può avere implicazioni per le politiche di protezione planetaria, ma rappresenta solo una tappa verso la comprensione di se e come la vita microbica potrebbe sopravvivere a un viaggio interplanetario.

Nell'immagine di copertina: elaborazione della fotografia al microscopio elettronico di di D. radiodurans (da Wikimedia Commons, pubblico dominio)

Gli impatti di corpi celesti come asteroidi o comete evocano l’idea di forze dalla potenza capace di modellare superfici di pianeti o provocare estinzioni di specie. Collegarli alla vita può essere meno intuitivo, eppure questi eventi possono generare ambienti potenzialmente abitabili nei crateri che lasciano, o trasportare molecole organiche da un corpo celeste all’altro. Chiedersi se la vita stessa possa sopravvivere a un impatto è un passo ulteriore, con conseguenze dirette per le politiche di protezione planetaria che regolano le attività umane nello spazio.