fbpx La proteina che protegge il cervello | Page 34 | Scienza in rete

La proteina che protegge il cervello

Primary tabs

Read time: 1 min

Chemochina CXCL16, la proteina a cui finora si attribuiva solo un ruolo funzionale nel sistema immunitario, ha la capacità di proteggere il cervello dalla morte delle celule neuronali a seguito delle conseguenze dei traumi cerebrali – come il danno eccitotossico – e di diversi disturbi neurodegenrativi, come l’ischemia, l’Alzheimer e il Morbo di Parkinson. Lo rivela uno studio condotto nel laboratorio di Neurofisiologia e Neuroimmunologia cellulare e molecolare, presso il Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia dell'Università La Sapienza. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista Journal of Neuroscience, ed è stato oggetto d’attenzione da parte della  SciBX (weekly publication from BioCentury and Nature that covers translational biomedical research), oltre che sul sito dell’ Alzheimer Research Forum.

I ricercatori de La Sapienza, guidati da Flavia Trettel, hanno in particolare dimostrato come CXCL16, agisca sugli astrociti, le cellule del sistema nervoso che assicurano il corretto funzionamento dei neuroni, riducendo la morte neuronale attraverso fattori neuro protettivi. Questo meccanismo è garantito dall’azione sinergica dell’adenosina e dei recettori A3R astrocitari.

CXCL16 Orchestrates Adenosine A3 Receptor and MCP-1/CCL2 Activity to Protect Neurons from Excitotoxic Cell Death in the CNS - Journal of Neuroscience 2012 Feb 29

Autori: 
Sezioni: 
Medicina

prossimo articolo

Meningioma e contraccettivi: il rischio dei titoli sul rischio

contraccettivi

Un aggiornamento di farmacovigilanza su due progestinici, desogestrel ed etonogestrel, associati a un piccolo aumento del rischio di meningioma, è diventato sui giornali un titolo allarmante sul «rischio di tumore al cervello». Il caso mostra quanto la sintesi giornalistica possa distorcere un dato di per sé rassicurante (la farmacovigilanza funziona) e perché comunicare bene il rischio conti quanto misurarlo correttamente.

Reproductive Health Supplies Coalition - Unsplash

Lo scorso 6 agosto, il quotidiano Open ha pubblicato un articolo dal titolo decisamente allarmante: «Contraccettivi, scatta l’allerta Aifa: rischio di tumore al cervello». È il genere di lancio acchiappa-click che può trasformare un aggiornamento di farmacovigilanza in una tempesta mediatica, con il pericolo di alimentare paure sproporzionate rispetto alle evidenze scientifiche e allontanare tante donne da una contraccezione sicura. Esperienze già fatte in passato.