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La Polare dimagrisce

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Stando a un team di astrofisici, la variazione della pulsazione della Stella Polare indicherebbe che l'astro sta espellendo materia e ogni anno disperderebbe nello spazio una massa equivalente a quella del nostro pianeta.

Hilding Neilson (Università di Bonn) e i suoi collaboratori hanno esaminato con cura oltre un secolo e mezzo di osservazioni riguardanti i cambiamenti che caratterizzano la Polare. Contrariamente a quanto si possa pensare, infatti, la stella più famosa del nostro cielo è una stella variabile (appartiene alla classe delle Cefeidi) e mostra variazioni di luminosità secondo un ciclo di circa quattro giorni. L'analisi di come questo ciclo è mutato nel corso del tempo, pubblicata dal team di Neilson su Astrophysical Journal Letters, avrebbe portato gli astrofisici alla conclusione che la struttura della Polare starebbe evolvendo e per far tornare i conti si dovrebbe ipotizzare una perdita di massa pari a circa una massa terrestre ogni anno.

Non tutti, però, concordano con l'analisi di Neilson. Per altri astrofisici, infatti, la spiegazione per la variazione nel periodo di pulsazione andrebbe ricercata nell'inadeguatezza dei modelli impiegati e nel non aver correttamente individuato lo stadio evolutivo in cui si trova la stella. Un passo cruciale per dirimere la questione sarebbe quello di riuscire a definire più accuratamente la sua distanza dalla Terra, un valore sul quale si registrano stime piuttosto... distanti. Mentre per alcuni, infatti, la Polare si troverebbe a 325 anni luce dalla Terra, per altri sarebbe altri cento anni luce più lontana.

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