fbpx Pianeti a iosa | Page 11 | Scienza in rete

Pianeti a iosa

Primary tabs

Read time: 2 mins

Dai primi dati raccolti dalla missione Kepler e presentati alla Conferenza annuale dell'AAAS emerge che in giro per la Via Lattea ci possano essere almeno 50 miliardi di pianeti.

Un numero impressionante, davvero oltre ogni più rosea immaginazione. Ma quel che desta più scalpore è che almeno mezzo miliardo di essi si trovano alla distanza ideale dalla loro stella – né troppo vicino né troppo lontano – affinché la vita abbia modo di prosperare. E' quanto emerge dalle considerazioni di William Borucki, responsabile del progetto Kepler, che a Washington ha presentato i dati dei primi quattro mesi di attività (dal maggio al settembre 2009) dell'osservatorio orbitante che si dedica alla caccia di pianeti extrasolari. Sotto l'occhio vigile di Kepler sono finora caduti 1.235 candidati pianeti, 54 dei quali orbitano nella cosiddetta fascia di abitabilità.

Inevitabile provare a proiettare la statistica all'intera nostra Galassia. Secondo Borucki una stella su due avrebbe un sistema planetario e per una su 200 ci sarebbero pianeti nella fascia di abitabilità. Ipotizzando dunque che le stelle della Via Lattea siano 100 miliardi, ne viene che 50 miliardi di esse possano ospitare un sistema planetario e 500 milioni di questi sistemi contengano un pianeta potenzialmente idoneo (come distanza dalla sua stella) a ospitare la vita.

Se qualcuno, leggendo questi numeri, già fantastica orde di ET dietro l'angolo, sappia che i numeri potrebbero salire ulteriormente. Le stime più recenti, infatti, indicano che le stelle della Via Lattea sarebbero tre volte più numerose. Obbligatorio, però, provare anche a porci la fatidica domanda di Enrico Fermi: dove sono tutti quanti?

adn.com - NASA

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Seveso: la nube, il bosco e l'eredità di un disastro

Sono passati 50 anni dall'incidente di Seveso che portò alla ribalta i danni da diossina. Ripercorriamo la storia dell'incidente, le conseguenze sulla salute della popolazione, così come su animali e piante, il legame con la guerra del Vietnam e gli effetti dell'agente Orange. Ma soprattutto le eredità scientifiche, di consapevolezza e di resilienza che ha ci lasciato. Immagine Wikimedia Commons

Ventidue chilometri a nord di Milano, nel cuore della Brianza urbanizzata, tra svincoli e capannoni, c'è un bosco di querce di quarantadue ettari dove la gente porta a spasso il cane e i ragazzi vanno a correre. Si chiama Bosco delle Querce, sta a cavallo dei comuni di Seveso e di Meda, ed è uno dei fiori all’occhiello della politica di forestazione in aree urbane e periurbane lombarde.