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Petizione contro i tagli al budget

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Le sorti di EU Framework Programme for Reaseacrg and Innovation - Horizon 2020, verranno decise entro domani, 23 novembre, in seguito alla riunione dei capi di Stato e di Governo riuniti a Bruxelles, definendo l'ammontare dei finanziamenti disponibili per il periodo 2014-2020. La Commissione Europea aveva proposto, il 30 novembre 2011, un finanziamento pari a 80 miliardi di euro per il programma. Il budget è adesso a rischio di ulteriori tagli, a causa dell’opposizione di alcuni Stati contrari a questo investimento per la crisi economica in atto. 

ISE (Initiative for Science in Europe) e YAE (Young Academy of Europe), lanciano una petizione online a sostegno dei ricercatori europei, nel caso si concretizzi domani il rischio annunciato di tagli al budget. A questo link è possibile sottoscrivere la petizione e sostenere l’importanza della ricerca per il contributo che questa garantisce alla sviluppo sociale, economico e culturale in Europa.

La LERU (Legue of European Research University), che comprende una componente italiana rappresentata dall'Università Statale di Milano, è intervenuta con un documento (si veda allegato) a sostegno del finanziamento europeo alla ricerca e all'innovazione.

"La Lega delle Università per la Ricerca Europea, così come Science Europe e altre associazioni hanno richiamato in modo forte il problema al consiglio dei governi che attualmente si sta svolgendo", spiega Marino Regini, docente all'Università di Milano e già prorettore all'internazionalizzazione, "E' necessario non andare al di sotto delle raccomandazioni previste (il parlamento europeo si è in realtà già espresso per accoglierle), un ridimensionamento dei fondi dedicati a Horizon2020 vorrebbe dire, in sostanza, abdicare all’obiettivo di far ripartire lo sviluppo dell'Europa a partire da ricerca e sviluppo. Non ce lo possiamo permettere, se vogliamo che gli obiettivi di Lisbona vengano raggiunti almeno entro il 2020. La LERU ha quindi stilato questo documento-appello molto forte, riuscendo a superare le prime difficoltà dovute alla reticenza di alcune università - ad esempio le inglesi - nel firmare un documento che è in sostanza una negazione di quello che i loro governi stanno sostenendo".

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Horizon 2020

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