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La pesca già 42.000 anni fa

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L’uomo, esperto pescatore di tonni, squali e barracuda già  42.000 anni fa, questo il risultato di una recente ricerca condotta dall’archeologa Sue O'Connor dell’Università Nazionale Australiana. Il pesce è apparso nella dieta umana 1,9 milioni di anni fa. La pesca inizialmente era condotta in laghi e torrenti senza l’utilizzo di barche o strumenti complessi. Solo successivamente l’uomo inizia ad esplorare il mare in cerca di pesce.

I resti archeologici rinvenuti nella grotta dell’isola Timor nel sud-est asiatico e datati dal gruppo australiano dimostrano che l’uomo già 42.000 anni fa aveva sviluppato conoscenze avanzate sia tecnologiche sia mentali per la pesca nell’oceano.

Le prime imbarcazioni erano prodotte probabilmente legando tra loro diversi tronchi e venivano usate reti e pezzi di legno o conchiglia come ami, spiega Kathlyn Stewart, scienziata del Museum of Nature del Canada. Stewart aggiunge che ad oggi non è ancora chiaro quanto si allontanassero dalla riva i primi pescatori e se il pesce, una volta catturato, veniva consumato subito o a terra.

Nell’isola di Timor sono state trovate anche delle ossa utilizzate come ami. E’ stato possibile datarle tra i 16.000 e i 23.000 anni fa però non si conosce ancora la provenienza.

Alicia Chang. Study: humans were catching tuna 42k years ago. 2011

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Archeologia

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