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Parkinson: più a rischio se esposti a pesticidi e diserbanti

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Sembra confermato il legame fra esposizione a idrocarburi solventi o pesticidi e Parkinson. Il rischio aumenterebbe addirittura del 60%. Lo afferma uno studio pubblicato su Neurology, che ha condotto una metanalisi di 104 richerche. Gli idrocarburi solventi sono contenuti nel petrolio e suoi derivati presenti nella vita quotidiana, come la benzina, la vernice, le colle e la trielina, mentre i pesticidi comprendono composti organoclorurati e organofosfati.

Per far questo i ricercatori hanno preso in esame l'insieme della letteratura sui fattori ambientali sospettati di avere un ruolo nello sviluppo della malattia di Parkinson appartenenti alle categorie dei pesticidi, erbicidi, insetticidi, fungicidi ed idrocarburi solventi. Le 104 pubblicazioni selezionate sono state sottoposte a una metanalisi che ha confermato, almeno in parte, la plausibilità di un'oringine anche ambientale del Parkinson. 

L’esposizione a idrocarburi solventi e pesticidi è associato ad un rischio aumentato(rispetto al gruppo dei non esposti) del 60%, mentre i fungicidi non sono associati ad un aumento del rischio. Alcuni erbicidi sarebbero associati a un aumento del rischio del 36% (che aumenta fino al 72% nel caso dell’erbicida paraquat) e gli insetticidi in generale a un aumento del 24%. La ricerca ha preso in considerazione anche il contesto dell’esposizione confermando che gli agricoltori e i loro familiari presentano un rischio lievemente aumentato di sviluppare il Parkinson (rispettivamente del 18% e del 14%).

Il lavoro è stato svolto da Emanuele Cereda, Medico nutrizionista, ricercatore presso la Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo (Pavia) e collaboratore della Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson e da Gianni Pezzoli, Direttore del Centro Parkinson, ICP, Milano, nonché Presidente della Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson e Presidente della Associazione Italiana Parkinsoniani, AIP.

“Il ruolo di questi studi è assai più rilevante di quello che possa sembrare" dichiara Gianni Pezzoli. "Esistono infatti talmente tanti dati in letteratura che non è facile per il ricercatore o per il clinico avere un’idea che possa rappresentare una sintesi di tutto ciò che è stato pubblicato. I lavori di questo genere sono inoltre estremamente onerosi. Questo lavoro parte da lontano, alla fine degli anni ’90" continua Pezzoli "in seguito a nostre osservazioni di casi di Parkinson e parkinsonismo in soggetti con una storia di massiccia esposizione a idrocarburi solventi, prevalentemente avvenuti in ambienti di lavoro senza opportuna protezione. La Fondazione Grigioni sponsorizzò uno studio per valutare il ruolo di questi fattori tossici ambientali. I risultati vennero pubblicati nel 2000, sempre su Neurology, documentando che una storia di esposizione prolungata agli idrocarburi solventi è correlata ad un’anticipazione dell’insorgenza della malattia ed a una maggiore gravità dei sintomi. Da allora, altri studi sono stati condotti e questo lavoro può essere considerato una conclusione definitiva delle indagini in merito al ruolo degli idrocarburi sul rischio d’insorgenza di malattia di Parkinson. E’ vero" conclude Pezzoli "che molte di queste sostanze non sono più utilizzate nel mondo occidentale ma, vengono ancora usate massicciamente nei paesi poveri”.

Il lavoro è stato promosso dalla Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson, un ente morale che ha come missione la raccolta di fondi per la ricerca sulla malattia di Parkinson e il finanziamento di queste ricerche.

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Medicina

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