fbpx Nuova luce sulle aurore polari | Scienza in rete

Nuova luce sulle aurore polari

Read time: 2 mins

Una fortunata coincidenza consentirà agli scienziati di capire più nel dettaglio i meccanismi da cui le aurore boreali e australi hanno origine. Il 5 giugno 2009, due dei quattro satelliti Cluster dell'Agenzia spaziale europea si sono trovati infatti ad attraversare contemporaneamente un'area essenziale per l'origine del fenomeno: quella compresa tra i 4.000 e i 12.000 chilometri al di sopra della Terra. È qui che le particelle provenienti dal Sole vengono accelerate prima di incontrare la ionosfera terrestre dando luogo agli spettacolari fenomeni di luce conosciuti come aurore polari.

Non è possibile prevedere l'altitudine esatta in cui questi fenomeni si verificano. Inoltre non durano più di pochi minuti. Quindi è già raro disporre di un solo satellite che attraversi al momento giusto quell'area. Questa volta il caso ha voluto che fossero addirittura due e la disponibilità di due punti di vista simulta nei potrà aggiungere importanti dati sull'origine delle aurore.

"È come per la geografia - ha commentato Göran Marklund del Royal Institute of Technology di Stoccolma - le curve, però, non rappresentano l'altimetria del paesaggio ma i potenziali elettrici che attraversano la regione".

All'origine delle aurore, infatti, sono proprio fenomeni elettrici: in particolare l'«eccitazione» e il successivo ritorno allo stato normale degli elettroni degli atomi presenti nell'atmosfera terrestre.

"I satelliti Cluster ci hanno mostrato il vero cuore del processo di accelerazione responsabile della maggior parte delle aurore", haconcluso il ricercatore. "Ci hanno dato il primo sguardo sulla struttura e la stabilità elettrica di quest'area in cui avviene l'accelerazione". 

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Atmosfera

prossimo articolo

Transizione energetica: realtà tecnologica e promesse per il futuro

pannelli solari su tetto

La crisi energetica degli ultimi anni ha riportato al centro del dibattito non solo la decarbonizzazione, ma anche la sicurezza degli approvvigionamenti e la resilienza delle infrastrutture. I dati più recenti mostrano che la crescita delle fonti a basse emissioni sta ormai coprendo l'aumento della domanda mondiale di elettricità, mentre il sistema energetico continua a dipendere in larga misura dai combustibili fossili. Ma quali tecnologie sono già mature, quali stanno emergendo e quali appartengono ancora al futuro?

La crisi energetica seguita all’invasione russa dell’Ucraina e l’acuirsi delle tensioni in Medio Oriente hanno rafforzato la consapevolezza che la questione energetica non riguarda soltanto la sostenibilità ambientale. Oggi, le questioni centrali riguardano la sicurezza degli approvvigionamenti e la resilienza delle infrastrutture.