fbpx Misurare il cosmo coi buchi neri | Page 13 | Scienza in rete

Misurare il cosmo coi buchi neri

Primary tabs

Read time: 2 mins

Grazie agli studi di un team di astronomi del Dark Cosmology Center dell'Università di Copenhagen potremo finalmente riuscire a utilizzare i quasar quale metro campione per misurare in modo affidabile le distanze cosmiche e spingerci ben oltre gli attuali limiti.

Poter disporre di indicatori affidabili per misurare le distanze in astronomia – le cosiddette candele campione – è stato da sempre un nodo cruciale per gli astronomi. Conoscere la distanza di un oggetto costituisce infatti un dato irrinunciabile per la corretta valutazione delle sue caratteristiche fisiche. Per valutare le distanze maggiori gli astronomi oggi utilizzano la luminosità di alcune stelle giganti davvero speciali – le Cefeidi – e un tipo particolare di esplosioni stellari, le supernovae di Tipo Ia. Grazie a questi indicatori riescono a spingersi fino a quando l'universo aveva solamente quattro miliardi di anni.

Darach Watson (Dark Cosmology Centre – Niels Bohr Institute) e i suoi collaboratori hanno però scoperto che è possibile utilizzare come candele campione i quasar, i luminosi nuclei attivi di galassie remote che nel loro cuore ospitano giganteschi buchi neri. L'affidabilità del metodo dipende dal fatto che esiste uno stretto legame tra le dimensioni e la luminosità di questi mostri cosmici. Dato che una innovativa tecnica chiamata reverberation mapping è in grado di fornire precise indicazioni sulle dimensioni della regione attiva, grazie a quel legame possiamo risalire alla luminosità e da questa dedurre la distanza alla quale si trova il quasar.
Lo studio è di prossima pubblicazione su The Astrophysical Journal.

Una volta raffinato e calibrato con gli attuali metodi, l'impiego dei quasar come candele campione riuscirà a spingere le misure cosmologiche fino all'epoca in cui l'universo aveva solamente un miliardo e mezzo di anni.

Dark Cosmology Center - Research paper

Autori: 
Sezioni: 
Cosmologia

prossimo articolo

Ora tocca a Cuba

disegno della bandiera di cuba su muro scrostato

Il presidente degli Stati Uniti ha già annunciato che il suo prossimo obiettivo sarà Cuba, in un modo o in un altro. L’isola, comunque subisce da 64 anni un embargo feroce che impatta in maniera drammatica sulla salute dei suoi abitanti. L’inasprimento degli ultimi tempi rende difficile mantenere anche quelle capacità di produrre farmaci e vaccini che finora hanno consentito il diritto alla salute. Fino a quando? 

Leggi la versione in spagnolo
Leggi la versione in inglese

 

C’è un’emergenza in corso; dura da tempo e quindi la situazione è gravissima e incerta e c’è sempre qualcuno che cerca di trarne vantaggio, anche in modo indebito. È quanto sta avvenendo a Cuba a opera dei sempre più aggressivi e arroganti Stati Uniti d’America («Sì, prendere Cuba in qualche modo: prenderla o liberarla, penso che posso farci qualunque cosa voglio», ha detto Trump).