fbpx Misterioso collasso atmosferico | Page 3 | Scienza in rete

Misterioso collasso atmosferico

Primary tabs

Read time: 1 min

Grazie allo studio del decadimento orbitale di migliaia di satelliti si è scoperto che un paio d'anni fa la termosfera ha subito la maggiore contrazione mai osservata dall'inizio dell'era spaziale.

La termosfera è lo strato più alto della nostra atmosfera. E' il regno delle meteore e della aurore, ma anche il punto di primo contatto tra la radiazione solare e il nostro pianeta. E' dunque del tutto normale che periodicamente, in sintonia con l'attività della nostra stella, la termosfera si contragga e si espanda. Ma quanto hanno scoperto J.T. Emmert e J.L. Lean (entrambi del Naval Research Laboratory) e J.M. Picone (George Mason University) – lo studio è stato pubblicato su Geophysical Research Letters – risulta davvero inspiegabile.

Analizzando il decadimento orbitale che ha interessato dal 1967 al 2010 oltre 5000 satelliti in orbite comprese tra 200 e 600 km, i ricercatori sono riusciti a ricostruire densità, temperatura e pressione della termosfera negli ultimi 43 anni. L'analisi ha mostrato che nel periodo 2008-2009 si è verificato un collasso della termosfera di proporzioni mai viste, di gran lunga al di là di quello che il ciclo solare potrebbe indurre.

Secondo i ricercatori, oltre alla variabilità solare, una possibile ulteriore causa potrebbe essere la presenza in atmosfera di CO2. Anche tenendo in debito conto questo apporto, però, oltre il 60% del collasso della termosfera risulterebbe comunque ancora senza spiegazione.

NASA

Autori: 
Sezioni: 
Geofisica

prossimo articolo

ISPRA: quali sono le minacce principali per gli uccelli

Un uccello vola accanto a un cavo elettrico

Un’analisi condotta da ISPRA su 623 esemplari appartenenti a 21 specie, nell’arco di 17 anni, rivela che le morti dell’avifauna provocate dall’essere umano sono quasi il doppio di quelle dovute a cause naturali. Elettrocuzione, collisioni con infrastrutture energetiche e bracconaggio sono le cause principali. La localizzazione dei singoli individui - e quando possibile la causa delle loro morti - è stata consentita dagli strumenti di tracciamento satellitare, diventati nel tempo più piccoli, leggeri e meno costosi. Crediti immagine: Kaitlan Balsam/Unsplash

Dalla gravina di Matera - un profondo canyon nel Parco della Murgia Materana - a Campobello di Mazara sono circa 700 chilometri, se si va via terra. Tra le due località c'è anche lo stretto di Messina. Tra planate e volteggi, i chilometri diventano molti di più. È più o meno questo il percorso che ha fatto, in appena due settimane, una giovane femmina di capovaccaio, come raccontato dai suoi tracciati di monitoraggio. Rilasciata nell'ambito del progetto LIFE Egyptian vulture, è morta dopo sette mesi di vita in libertà in Sicilia a causa di un'infrastruttura elettrica.