fbpx Marker per la diagnosi | Page 8 | Scienza in rete

Marker per la diagnosi

Primary tabs

Read time: 2 mins

Il The Journal of Clinical Investigation pubblica una ricerca dell’Ieos-Cnr di Napoli in cui viene identificato un nuovo marker per la diagnosi e la prognosi del tumore al polmone. Il gruppo di ricerca, guidato da Alfredo Fusco, direttore dell'Istituto di endocrinologia ed oncologia sperimentale del CNR di Napoli, ha confermato il ruolo del gene cbx7 in numerosi casi di tumori maligni. Numerose evidenze scientifiche suggerivano già che il gene cbx7 fosse un oncosoppressore, la conferma definitiva però è arrivata grazie a questo studio finanziato dall' Airc. Inoltre è stato individuato anche un possibile bersaglio terapeutico, la ciclina E, una proteina che interviene nella progressione del ciclo cellulare. “Utilizzando dei topi knock out, nei quali il gene viene reso non funzionante, abbiamo dimostrato che l'assenza di cbx7 determina lo sviluppo di adenomi e carcinomi polmonari , ha spiegato Fusco, il meccanismo alla base di tali neoplasie coinvolge, la ciclina E, una proteina la cui espressione è regolata negativamente da cbx7.
L'aspetto importante della nostra ricerca è aver dimostrato che meccanismi molto simili a quelli identificati nel topo sono alla base anche dello sviluppo dei carcinomi polmonari umani”. Il team di Fusco, in collaborazione con l’Università degli Studi di Trieste, lavorava già da tempo sulle High Mobility Group A(Hmga), proteine che regolano l’espressione di numerosi geni e rivestono un ruolo determinante nello sviluppo dei tumori. Nei tumori più aggressivi infatti vi è un elevata espressione di questa proteina. 
Le proteine Hmga interagiscono con cbx7 che, sorprendentemente, si comporta in maniera opposta: la sua espressione è ridotta nei tumori tiroidei, del colon e pancreas, e la sua assenza si verifica nelle neoplasie più invasive e a ridotta sopravvivenza. “Tuttavia per validare tale ruolo la comunità scientifica richiedeva la conferma sui cosiddetti topi ‘knock out’, la cui caratterizzazione è stata oggetto della recente pubblicazione e del tenace ed entusiastico lavoro di molti giovani ricercatori”, conclude Fusco. “Pertanto questi studi indicano cbx7 come un eccellente marcatore per la diagnosi e la prognosi dei carcinomi del polmone e di altri organi, e identificano la ciclina E come possibile bersaglio terapeutico nelle neoplasie polmonari”.

Autori: 
Sezioni: 
Tumori

prossimo articolo

La ricerca e l'innovazione dell'IA in mano a oligopoli privati: l’allarme e le soluzioni

Giorgio Parisi al convegno di Roma

L'intelligenza artificiale va regolamentata prima che si affermino forme di oligopolio, o persino di monopolio, capaci controllare l'accesso alle informazioni e la produzione di nuove conoscenze: per questo serve un grande centro di ricerca pubblico che oggi può essere realizzato solo in Europa. Lo afferma il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi in occasione del convegno ⁠ "Ricerca e democrazia nell'epoca delle Big Tech" ⁠ organizzato dal Gruppo 2003 per la ricerca scientifica il 14 maggio presso la sede del CNR a Roma, in collaborazione con Scienza in rete. Il dossier presentato dall'associazione sostiene con dati i rischi posti da un predominio economico schiacciante esercitato da poche aziende che valgono quanto il PIL degli USA, e che stanno condizionando profondamente anche l'ecosistema della ricerca scientifica, sempre meno aperto e controllato dalla comunità di riferimento.

Nell'immagine Giorgio Parisi, foto di Luca Carra.

Sei aziende (NVIDIA, Alphabet, Apple, Microsoft, Amazon e Meta) valgono oggi circa 22.000 miliardi di dollari, tre quarti del PIL degli Stati Uniti. Nel solo 2026 spenderanno in infrastrutture digitali tra 660 e 725 miliardi di dollari, circa tre volte e mezzo il bilancio federale americano per tutta la ricerca civile.