fbpx L'origine della luce zodiacale | Page 14 | Scienza in rete

L'origine della luce zodiacale

Primary tabs

Read time: 1 min

Probabilmente risolto il mistero dell'origine della luce zodiacale, la luminosità dalla strana forma triangolare che a volte si osserva dopo il tramonto. In uno studio pubblicato su The Astrophysical Journal un team di astronomi individua il maggiore responsabile del fenomeno: sono le comete della famiglia di Giove.

Che le polveri interplanetarie e la loro diffusione della luce solare potessero spiegare la luce zodiacale lo si sentiva dire fin dalla scoperta del fenomeno, avvenuta a metà del XVII secolo. Ma non è mai stato per nulla chiaro se quelle polveri avessero un'origine asteroidale o cometaria. Finalmente, però, David Nesvorny (Soutwest Research Institute) e il suo team sono riusciti a fare chiarezza.

Hanno infatti realizzato il primo modello interamente dinamico che ricostruisce le caratteristiche della nube di polveri responsabile del fenomeno. Secondo i ricercatori l'origine della polvere non può essere imputata alla popolazione asteroidale, ma soprattutto a quella cometaria. In particolare, oltre l'85 per cento della polvere proverrebbe dalle comete che appartengono alla cosiddetta famiglia di Giove. Non solo il modello si adegua perfettamente alle osservazioni dell'emissione termica raccolta dal satellite IRAS (Infrared Astronomical Satellite), ma è consistente anche con l'osservazione delle meteore e con le proprietà dei micrometeoriti.

SwRI - The Astrophysical Journal

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Qual è il punto di vista dell'AI?

Un romanzo scritto da un'intelligenza artificiale può commuovere quanto uno scritto da una persona. Eppure scoprirlo ci delude. Non è sentimentalismo: sapere chi ha scritto un testo cambia quello che possiamo imparare da esso. (Illustrazione realizzata con strumenti di intelligenza artificiale generativa).

Nel suo articolo E se l'AI uccidesse la nostra immaginazione? Jacopo Mengarelli parte da un libro e arriva a molte domande, per esempio se una macchina che conoscesse tutta la musica fino a Haydn avrebbe potuto scrivere Beethoven. Tra le tante, c'è una confessione che vorrei riprendere: tra un seguito scritto male dall'autrice amata e un capolavoro scritto con l'AI, preferirebbe il primo.