fbpx L'onda della Galassia | Page 2 | Scienza in rete

L'onda della Galassia

Primary tabs

Read time: 1 min

L'analisi dei moti di 300 mila stelle ha permesso a un team di astronomi di scoprire l'esistenza di un'oscillazione rispetto al piano galattico probabilmente riconducibile all'incontro con una struttura cosmica avvenuto cento milioni d'anni fa.

Lo studio è stato pubblicato su The Astrophysical Journal Letters da Lawrence Widrow (Queen's University) e altri quattro astronomi che hanno analizzato i moti stellari raccolti grazie alla Sloan Digital Sky Survey. Il moto ondulatorio verticale rispetto al piano della Via Lattea non è risultato così regolare come si supponeva finora, mostrando una significativa differenza nella distribuzione delle stelle sopra e sotto il piano del disco galattico.

Secondo i ricercatori, questa perturbazione sarebbe intrinseca al disco e l'analisi computerizzata confermerebbe che alla sua origine vi sarebbe stata una potente interazione gravitazionale. Cento milioni di anni fa il disco della Via Lattea sarebbe stato "colpito" dal passaggio ravvicinato di una galassia satellite o di una struttura cosmica di materia oscura e per quel colpo starebbe ancora vibrando.

Le simulazioni computerizzate, inoltre, indicherebbero che questa oscillazione verticale è destinata a smorzarsi gradualmente e a concludersi entro i prossimi cento milioni di anni. A quel punto sparirebbe l'attuale asimettria individuata da Widrow e collaboratori e le stelle ritornerebbero alla tranquillità delle loro orbite regolari.

Queen's University

Autori: 
Sezioni: 
Via Lattea

prossimo articolo

Ricostruire la musica perduta con l'analisi digitale: il caso Giovanni Battista Riccio

Uno spartito musicale immerso in acqua profonda

Un gruppo di ricerca dell’Università di Padova ha realizzato un progetto volto a ricostruire le parti perdute di alcuni brani dell’organista e compositore barocco Giovanni Battista Riccio. La ricostruzione segue tecniche basate sullo studio analitico delle partiture rimaste, e ha consentito di disseppellire dall’oblio musica perduta che nessuno poteva più eseguire. Così, grazie anche all’aiuto dell’analisi digitale della musica, è stata studiata, ricostruita e valorizzata l’opera completa del musicista, aggiungendo un tassello importante alle nostre conoscenze del primo periodo musicale barocco veneziano. Nell'immagine, un frame del video realizzato nel contesto del progetto.

Marina Toffetti è docente di Teorie musicali e di Analisi delle forme musicali e delle tecniche compositive all’Università di Padova, dove dirige da diversi anni un gruppo di ricerca che si dedica alla ricostruzione di partiture barocche: il gruppo ha fatto risorgere la musica di Giovanni Battista Riccio, compositore del primo Barocco veneziano.