fbpx L'estate di Tritone | Page 5 | Scienza in rete

L'estate di Tritone

Primary tabs

Read time: 1 min

Anche su Tritone il Sole fa sentire la sua calda influenza. Osservazioni con il VLT hanno mostrato che quel remoto satellite di Nettuno, in occasione della sua stagione estiva, sta sperimentando un notevole incremento dei gas atmosferici.

La ricerca, pubblicata su Astronomy & Astrophysics, è stata condotta da Emmanuel Lellouch (Observatoire de Paris) e dal suo team impiegando lo spettrografo CRIRES (Cryogenic High-Resolution Infrared Echelle Spectrograph) e fa parte di una campagna osservativa a più ampio raggio che comprende anche lo studio di Plutone. I dati hanno mostrato che, man mano che l'emisfero meridionale di Tritone si scalda, la sua tenue atmosfera si arricchisce di azoto, metano e monossido di carbonio a seguito della sublimazione di un sottile strato ghiacciato della sua superficie.

Rispetto alle misurazioni della sonda Voyager 2 raccolte nel 1989, epoca in cui il satellite era nella sua stagione primaverile, la pressione atmosferica di Titano è aumentata di quattro volte. Ma non facciamoci illusioni, resta pur sempre 20 mila volte inferiore alla pressione atmosferica che sperimentiamo qui sulla Terra.

ESO - Research paper

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Gli Usa sono fuori dall’Oms: che cosa succede ora?

Immagine del simbolo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sullo sfondo di una bandiera statunitense

Il ritiro ufficiale degli Stati Uniti dall’Oms, divenuto effettivo il 26 gennaio 2026, apre una fase di forte incertezza per l’agenzia delle Nazioni Unite, che si trova a fare i conti con un grave deficit di bilancio e con pesanti tagli al personale. La riduzione dei finanziamenti, aggravata dal più ampio definanziamento dell’aiuto pubblico allo sviluppo, rischia di avere effetti drammatici soprattutto nei paesi a basso reddito, con milioni di decessi aggiuntivi entro il 2030 secondo uno studio pubblicato su The Lancet Global Health. Ma non mancheranno conseguenze negative anche per i paesi ricchi, Usa inclusi. L’Oms punta ora su un rafforzamento dei contributi obbligatori e su un maggiore impegno per l’indipendenza e la stabilità finanziaria.
Immagine realizzata con ChatGPT.

Che cosa succede all’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ora che gli Stati Uniti si sono chiamati fuori?

Se ne discute da oltre un anno, ovvero da quando Trump ha annunciato il ritiro dall’organizzazione mondiale, diventato ufficiale il 26 gennaio 2026. Il 2 febbraio scorso il tema è stato affrontato anche dal direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ha aperto i lavori della 158esima sessione del Consiglio Esecutivo dell’organizzazione presentando il 2025 come un anno “di contrasti netti”.