fbpx Le stelle più fredde | Page 4 | Scienza in rete

Le stelle più fredde

Primary tabs

Read time: 1 min

Le osservazioni del satellite WISE hanno permesso di scoprire sei nane brune di tipo Y, una classe di stelle la cui temperatura superficiale è solo di un paio di decine di gradi.

Costruito proprio per rilevare le deboli emissioni termiche nell'infrarosso, l'osservatorio orbitante WISE (Wide-field Infrared Survey Explorer) ha finora individuato un centinaio di nane brune sfuggite alle precedenti osservazioni. Le nane brune sono oggetti celesti che, per la loro ridotta massa, non sono riuscite a innescare le reazioni nucleari e dunque non si sono accese come le altre stelle. Per effetto della contrazione gravitazionale che le ha originate, però, emettono comunque energia termica e dunque sono osservabili nell'infrarosso.

Nella classificazione degli astronomi le nane brune di tipo Y sono quelle più fredde di tutte e tra i dati raccolti da WISE ne sono state scovate sei la cui temperatura superficiale si aggira intorno ai 25 gradi centigradi. La conferma definitiva è giunta attraverso l'analisi dei loro spettri effettuata sia con il telescopio spaziale Spitzer che con telescopi a terra.

Queste sei nane brune si trovano tutte entro 40 anni luce dalla Terra e la più vicina, denominata WISE 1541-2250, è a soli 9 anni luce di distanza, poco più del doppio di quanto ci separa da Proxima Centauri, la stella più vicina al Sistema solare.

NASA - WISE

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

A cosa servono le città

vista aerea di metropoli

A lungo le città sono state considerate soprattutto motori della crescita economica o, al contrario, luoghi in cui si concentrano disuguaglianze, traffico e inquinamento. Oggi, però, una nuova prospettiva sta prendendo forma: proprio le aree urbane, dove vive oltre metà della popolazione mondiale, potrebbero diventare gli attori più efficaci nella lotta al cambiamento climatico. Grazie alla loro capacità di sperimentare politiche innovative e di intervenire con rapidità, le grandi città sono sempre più in grado di colmare i ritardi dei governi nazionali, trasformandosi da semplici centri di sviluppo economico a laboratori di sostenibilità ambientale.

Le città, soprattutto quelle di grandi dimensioni, possono fare molto di più per contenere il cambiamento climatico di quanto generalmente si pensi. È questa l’idea che si sta gradualmente affermando e che potrebbe aprire nuove prospettive. Ma andiamo con ordine.