fbpx L'antico campo magnetico | Page 4 | Scienza in rete

L'antico campo magnetico

Read time: 2 mins

Non lasciamoci illudere dalla situazione attuale. Il campo magnetico terrestre che oggi ci garantisce un’efficace protezione soprattutto contro le sfuriate della nostra stella un tempo era molto meno intenso. In uno studio appena pubblicato su Science si sostiene che 3,4 miliardi di anni fa la sua intensità fosse solamente la metà.
John A. Tarduno (University of Rochester) e i suoi collaboratori sono riusciti a ricostruire le condizioni geomagnetiche in un’epoca così remota grazie ad accurate misurazioni della magnetizzazione di microscopiche inclusioni nei cristalli di quarzo presenti nella dacite, una roccia magmatica effusiva. In pratica queste inclusioni magnetiche si comportano come piccole bussole che, magnetizzate dal campo magnetico terrestre, hanno conservato questa proprietà una volta che la roccia in cui erano inglobate si è solidificata.
Evitando il più possibile le contaminazioni, i ricercatori hanno studiato daciti raccolte in Sud Africa e risalenti a 3,5 miliardi di anni fa. L’impiego di magnetometri estremamente sensibili – quelli che solitamente vengono usati con i chip dei computer – ha permesso di risalire all’intensità del campo magnetico, risultata tra il 50 e il 70% di quella attuale.
Al quadro, però, si deve anche aggiungere che a quell’epoca il Sole era più attivo e dunque la pressione del vento solare molto più intensa. Facile intuire come a farne le spese sia stata l’atmosfera primitiva del nostro pianeta, privata del vapore d’acqua eventualmente presente. Unica consolazione: aurore polari molto più intense e grande spettacolo anche a latitudini molto più basse.

University of Rochester - Science

Autori: 
Sezioni: 
Geologia

prossimo articolo

La nuova piramide alimentare USA: facciamo chiarezza

Nuova piramide alimentare Usa

La Società Italiana di Nutrizione Umana ha commentato le nuove linee guida sull'alimentazione da poco implementate negli Stati Uniti. Alcuni aspetti positivi, come il suggerimento di aumentare il consumo di frutta e verdura e ridurre il ricorso ad alimenti ultra-processati, sono messi in ombra da contraddizioni importanti, come l'aumento della quota proteica e il via libera ai grassi animali. Assente anche l'attenzione agli aspetti ambientali. Nel complesso, la Società esprime la preoccupazione che la diffusione dell'immagine della piramide capovolta, senza un commento ragionato che ne sia chiara didascalia, possa influenzare le scelte alimentari verso modelli non salutari.

Riportiamo integralmente lo statement della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) sulla nuova piramide alimentare implementata negli Stati Uniti, che ne chiarisce gli aspetti positivi, ma soprattutto ne segnala i rischi.