fbpx La stella in fuga | Page 11 | Scienza in rete

La stella in fuga

Primary tabs

Read time: 2 mins

Grazie alle accurate osservazioni del telescopio Hubble sono state ricostruite le rocambolesche traversie che hanno spinto una stella ad allontanarsi dalla nostra Galassia all'incredibile velocità di 2,5 milioni di chilometri orari.

Per la rapidità del loro moto gli astronomi le chiamano hypervelocity stars e sembra che tutte quante (sono 16 quelle individuate finora) stiano fuggendo proprio dal cuore della Via Lattea. Poiché lì si nasconde un buco nero supermassiccio, è fin troppo facile attribuire la fuga precipitosa di questi astri alla sua potente azione gravitazionale. HE 0437-5439, una delle più veloci, ha però alle spalle un passato davvero singolare.

Per ricostruirne le traversie, Warren Brown (Harvard-Smithsonian CfA) e i suoi collaboratori hanno confrontato le posizioni della stella rilevate dal telescopio spaziale nel 2006 e nel 2009 e hanno potuto determinare la velocità e la rotta dell'astro. I dati confermano che il punto di partenza del viaggio di HE 0437 è proprio il centro galattico, ma c'è un problema: il tempo di volo risulta di gran lunga superiore all'età della stella. Come uscirne?

Nello studio pubblicato da Brown su Astrophysical Journal Letters si suggerisce uno scenario davvero rocambolesco. In origine vi era un terzetto di stelle che, passando troppo vicino al buco nero nel cuore della Via Lattea, ha subito il sequestro di una componente e come contropartita le due stelle restanti sono state sparata via a 2,5 milioni di chilometri orari. Durante la fuga, però, le due stelle si sono fuse tra loro originando la giovane stella blu che osserviamo ora. Ce n'è abbastanza per un romanzo.

Hubble Space Telescope

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

La riforma spezzatino del Sistema Sanitario Nazionale

stetoscopio con medico in secondo piano

Approvato dal Consiglio dei ministri come risposta alla crisi del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), il disegno di legge delega sul riordino del SSN affida al Governo una riforma ampia e complessa. Cui però mancano una reale analisi delle criticità e un adeguato quadro di risorse. Così, il rischio è una riforma frammentata che elude i nodi strutturali della sanità pubblica e apre spazi a interessi di parte.

Partiamo dalla notizia così come è stata riportata in un comunicato stampa del ministero della Salute: «Il Consiglio dei ministri ha approvato il 12 gennaio 2026, su proposta del ministro della Salute Orazio Schillaci, il disegno di legge delega per la riorganizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e per la revisione del