fbpx La diagnosi scorre nelle vene | Page 2 | Scienza in rete

La diagnosi scorre nelle vene

Primary tabs

Read time: 1 min

Gli anticorpi prodotti contro le cellule tumorali non possono distruggerle, ma possono aiutarci a riconoscerle.

E’ sulla base di questo principio che alcuni studiosi tedeschi stanno sviluppando un nuovo test, che potrebbe consentire una diagnosi precoce del cancro al polmone. Incubando il siero di persone sane e quello di altre già note per essere malate con proteine cellulari tipiche della patologia, i ricercatori sono riusciti a individuare i malati con un’accuratezza del 97 per cento, anche in casi in cui il tumore era solo all’inizio.

La radiografia al torace e le analisi cui normalmente ci si sottopone in caso di sospetto cancro al polmone sono poco efficaci nello scoprire precocemente la malattia; si riduce così la probabilità di guarigione. La tomografia computerizzata migliora la performance diagnostica, ma ha come inconveniente un alto numero di falsi positivi: 20 per cento. Con il nuovo test questo valore scenderebbe a 3, evitando così inutili interventi su persone che in realtà non hanno nulle. La tecnica è comunque da perfezionare; non è ancora in grado infatti di distinguere con precisione assoluta tra malati di cancro e pazienti colpiti da altre patologie polmonari come per esempio l’enfisema.

Respiratory Research 2010, 11:18

Autori: 
Sezioni: 
Oncologia

prossimo articolo

Thomas Morgan, quando il gene diventa misurabile

elaborazione grafica con foto di Thomas Morgan e Drosophila

Con le ricerche di Thomas Morgan, all’inizio del Novecento, il gene cessa di essere un’entità teorica e diventa una realtà sperimentale: localizzato sui cromosomi, ordinabile in mappe, soggetto a ricombinazione e mutazione. La pubblicazione del suo "The Theory of the Gene" (1926) ha sancito la nascita della genetica causale e quantitativa, che collega ereditarietà, evoluzione e citologia e apre la strada alla genomica e alla medicina genetica.

La genetica causale nasceva cent'anni fa, quando Thomas Hunt Morgan (1866-1945) tirava le somme di oltre venti anni di studi sperimentali su Drosophila melanogaster. Pubblicato a febbraio, The Theory of the Gene (Yale University Press, New Haven, 1926) fu uno spartiacque nella storia della biologia. “Teoria”, non il concetto del gene, che c’era già almeno come unità di trasmissione, né “che cosa è un gene?”, che non si sa nemmeno oggi.