fbpx Ipotesi sarcofago | Page 16 | Scienza in rete

Ipotesi sarcofago

Primary tabs

Read time: 2 mins

Anche se timidamente, comincia a circolare la voce che per risolvere i problemi di Fukushima bisognerà ricorrere alle stesse misure impiegate con il reattore di Chernobyl: seppellire tutto sotto una montagna di cemento.

Le tonnellate d'acqua riversate sull'impianto sia dal cielo – finalmente gli elicotteri hanno potuto entrare in azione – che da terra non hanno fatto quanto si sperava. Ancora si confida che, ripristinando l'alimentazione elettrica, le pompe dei reattori ricomincino a fare il loro dovere, ma, per il momento, è solo una flebile speranza. Tutto, infatti, dipende dalle reali condizioni degli impianti elettrico e idrico e dalla loro tenuta dopo i violenti stress ai quali sono stati sottoposti: prima il terremoto, poi lo tsunami e infine l'ulteriore pioggia di tonnellate d'acqua.

Per la prima volta dall'inizio della crisi, però, la TEPCO ha ammesso che non è affatto da scartare l'idea di sigillare i reattori a rischio in un sarcofago protettivo di calcestruzzo. Fukushima come Chernobyl, insomma.

Nel frattempo è stato aggiornato lo stato di rischio secondo la scala INES (International Nuclear and Radiological Event Scale): i danni al nocciolo dei reattori 2 e 3 vengono ora classificati di livello 5, mentre la situazione al reattore 4 (piscina di stoccaggio delle barre esauste) è classificata al livello 3. La scala INES prevede 7 livelli di gravità, dalla semplice anomalia (livello 1) fino agli incidenti catastrofici (livello 7).

A questo proposito c'era stata polemica nei giorni scorsi con gli esperti nucleari francesi. Immediatamente dopo che le autorità giapponesi, una settimana fa, avevano classificato quanto stava avvenendo a Fukushima al livello 4, il presidente della ASN (Autorité de Sûreté Nucléaire) Andre-Claude Lacoste, in una conferenza stampa a Parigi, aveva dichiarato che l'incidente era da considerarsi almeno di livello 6.

News Daily - IAEA - Reuters

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Nucleare

prossimo articolo

Piano pandemico fermo: cosa insegna Covid-19

dispositivi medici per terapia intensiva

Il nuovo Piano pandemico italiano è ancora bloccato, mentre il dibattito resta acceso su efficacia e costi delle misure di contenimento. Intanto comunque Covid-19 ha molto da insegnare: ripartendo dall’analisi dei ricoveri in terapia intensiva durante la prima ondata di Covid-19, gli epidemiologi Rosso e Baussano mostrano limiti e potenzialità dei modelli epidemiologici, e sottolineano la necessità di strumenti previsionali robusti, aggiornati e condivisi per affrontare future emergenze sanitarie.

A che punto è il Piano pandemico italiano? Dalle ultime notizie, ricavate da un articolo del Sole 24 Ore pubblicato il 23 febbraio 2026, l’Italia non ha ancora pubblicato il Piano Pandemico 2025-2029.  L’ultima bozza disponibile risale all’estate 2025 ed è oggetto di un rimpallo tra Ministero della Salute, Regioni e Ministero dell’Economia, che ha sollevato dubbi sulle coperture finanziarie.