fbpx INFN: la rivista 'Asimmetrie' è anche app | Page 2 | Scienza in rete

INFN: la rivista 'Asimmetrie' è anche app

Primary tabs

Read time: 2 mins

Da oggi è scaricabile gratuitamente dall’App Store e dal Google Play Store, ricca di nuovi contenuti multimediali

La rivista dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) Asimmetrie da oggi è anche una app. Ricca di nuovi contenuti multimediali, è scaricabile gratuitamente dall’App Store, per tablet e smartphone con sistema operativo iOS, e dal Google Play Store, per dispositivi con android. Il numero 16 di Asimmetrie, dal titolo “1964”, oltre che online ed in forma cartacea (appena inviata agli abbonati), può essere letto, quindi, anche sulla maggior parte dei tablet in commercio. La lettura sul tablet è resa ancora più interessante da una serie di “widget”, che mandano a link esterni, video e gallerie di immagini, per approfondire ulteriormente i contenuti trattati nel numero 16.

Indirizzata a non-specialisti, con una particolare attenzione agli studenti delle scuole superiori e ai loro docenti, Asimmetrie rappresenta l’impegno dell’Infn nella diffusione della cultura scientifica. La rivista è un semestrale di informazione e aggiornamento, piena di curiosità e approfondimenti sulla fisica delle particelle, con infografiche e spunti pensati per la didattica, tutto scaricabile gratuitamente dal sito http://www.asimmetrie.it.

Ogni numero di Asimmetrie è una monografia che approfondisce vari aspetti della ricerca in cui è impegnato l’istituto. Nel numero “1964” appena pubblicato il lettore può ripercorrere la storia di 50 anni di intuizioni e ricerche, che hanno portato, tra le varie, anche all’epocale e recente scoperta del bosone di Higgs.

Con una tiratura di 15.000 copie, la rivista cartacea viene distribuita a tutte le scuole medie superiori d’Italia e agli interessati che compilano il modulo di richiesta di abbonamento sul sito.

Link all’App Store 

Link al Google Play Store

 

Ufficio Comunicazione INFN

Sezioni: 
Divulgazione scientifica

prossimo articolo

Se la scuola tace, educano i social: perché serve l’educazione sessuo-affettiva

Amore e Psiche

Dal 7 luglio è in vigore la legge n. 104 del 2026 e ora una raccolta firme chiede un referendum abrogativo. La riflessione di un docente veronese: coinvolgere le famiglie è indispensabile, ma rendere opzionali conoscenze su rispetto, consenso e prevenzione rischia di lasciare sole proprio le persone più fragili

Amore e Psiche, Antonio Canova, CC0, via Wikimedia Commons

C’è davvero bisogno di un’autorizzazione scritta per parlare a scuola di corpo, relazioni, consenso e sessualità? La domanda non è più teorica. Dal 7 luglio è in vigore la legge 9 giugno 2026, n. 104, sul consenso informato in ambito scolastico; mentre scrivo, è appena partita la raccolta di almeno 500.000 firme per un referendum che ne chiede l’abrogazione integrale.