fbpx Il cratere e gli italiani | Page 7 | Scienza in rete

Il cratere e gli italiani

Primary tabs

Read time: 2 mins

Sono circa 150 le cicatrici lasciate sulla superficie del nostro pianeta dagli impatti cosmici, sconvolgenti tracce del violento tiro al bersaglio che ha segnato il cammino evolutivo della Terra. Questa lista, grazie alla scoperta di un team italiano, è molto probabile che presto debba arricchirsi di un nuovo elemento.

Giovanni Monegato (Dipartimento di Geoscienze dell'Università di Padova) ha presentato la scoperta del suo team alla Lunar and Planetary Science Conference tenutasi nei giorni scorsi in Texas. I ricercatori hanno individuato una struttura circolare a una quarantina di chilometri da Wembo-Nyama, una città della Repubblica Democratica del Congo, in Africa centrale. Perfettamente circolare, la struttura è quasi interamente contornata dal percorso del fiume Unia, un affluente del fiume Lomami, e misura almeno 36 chilometri di diametro.

E' stata proprio la forma circolare, facilmente individuabile dalle immagini del satellite, a suggerire a Monegato che si potesse trattare di un cratere d'impatto finora sfuggito a ogni rilevazione. Un'ipotesi che ha preso sempre più peso man mano che l'analisi della geologia di quell'area portava a escludere ogni altra possibile origine. Per la conferma definitiva, però, si dovranno attendere prove incontrovertibili che solo il meticoloso studio delle rocce e della stratigrafia potranno fornire.

Solo allora sarà possibile anche una datazione per l'evento. Per il momento si può ipotizzare che il responsabile possa essere stato un asteroide di un paio di chilometri di diametro: un bel botto!

LPS Conference Abstract

Autori: 
Sezioni: 
Geologia

prossimo articolo

Antidepressivi: quando smettere è più difficile che iniziare

uomo che guarda sconsolato dalla finestra

Il consumo di antidepressivi è cresciuto del 40% negli ultimi dieci anni, ma i sistemi sanitari si sono concentrati quasi esclusivamente sull’avvio della terapia, ignorando come accompagnare alla sua conclusione. Una revisione sistematica del 2026 raccoglie le esperienze di chi ha provato a sospenderli.

Foto di christopher lemercier su Unsplash

«Oggi prendiamo misure chiare e decisive per affrontare la crisi della salute mentale del nostro Paese, affrontando il sovrautilizzo di farmaci psichiatrici, specialmente tra i bambini. Sosterremo l’autonomia dei pazienti, richiederemo il consenso informato e la condivisione delle decisioni». Con queste parole, Robert F.