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I geni della longevità

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Secondo una ricerca pubblicata su Science, un complesso di 150 variazioni nella sequenza del DNA potrebbe essere utilizzato per valutare se una persona sia geneticamente predisposta per vivere fino a cento anni.

A suggerirlo sono Thomas Perls (Boston University School of Medicine) e i suoi collaboratori – tra i quali l'italiana Paola Sebastiani - al termine dello studio del genoma di 800 centenari e 254 nonagenari alla ricerca di possibili indizi sulla loro vita così eccezionalmente lunga. Da tempo si sa che, almeno fino all'età di 85 anni, la longevità ha i suoi pilastri fondamentali nell'ambiente in cui si vive e nel tipo di vita che si conduce, mentre l'aspetto genetico contribuisce solo per il 25%. Andando ancora più in là con l'età, però, il patrimonio genetico individuale diventa molto più importante ed è stato proprio questo aspetto a indurre Perls e collaboratori a effettuare la loro indagine.

L'analisi delle variazioni del DNA e le loro combinazioni hanno così portato i ricercatori a stabilire quante e quali variazioni possano costituire un affidabile indicatore della predisposizione genetica alla longevità. Le 150 varianti genetiche individuate assicurano una accuratezza del 77%.

Nature

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Genetica

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