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Geron rinuncia alle embrionali

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La società Geron abbandona la perimentazione su cellule staminali embrionali. In particolare lunedì la compagnia ha annunciato che fermerà lo studio di un trattamento a base di cellule staminali per le lesioni del midollo spinale, la prima sperimentazione con cellule embrionali approvato negli Stati Uniti.
Cosa sta succedendo in un settore che si considerava in piena crescita? Secondo g
li esperti l'uscita di Geron sarebbe più una battuta d'arresto simbolico che reale, dal momento che la stragrande maggioranza del lavoro nel settore continuerà a essere finanziato dal governo e istituzioni accademiche.
Il motivo, secondo il management di Geron è meramente economico: 
il payoff di ricerca sulle cellule staminali era troppo in là nel tempo per essere sostenuto in questi temi di incertezza finanziaria. Servirebbero infatti 25 milioni di euro l'anno per continuare il suo programma di cellule staminali. I tempi di arrivo in clinica di queste terapie sperimentali sono troppo lunghi per essere perseguiti da operatori privati.
Giuseppe Pantginis, analista di Roth Capital Partners, ha detto che ci sarebbero voluti dai 5 ai 10 anni per l'arrivo del prodotto sul mercato.
La sperimentazione con staminali derivate da embrioni sovrannumerari delle clinche della fertilità, partita l'anno scorso, consiste in una iniezione di 2 milioni di cellule staminali per riparare lesioni del midollo spinale. Ora il trattamento potrebbe essere rilevato
dalla società californiana BioTime, una società fondata da ex scienziati Geron. Altri potenziali acquirenti potrebbero includere la Celgene, la Pfizer o la Teva Pharmaceuticals.
Oltre alle difficoltà di redditività economica potrebbero giocare anche fattori legati alla problematicità etica di queste sperimentazioni.
Il presidente statunitense George W. Bush aveva limitato la disponibilità di fondi federali per ricerche sulle cellule staminali embrionali. Limite poi tolto da Barack Obama.

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