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Via a Galileo, il GPS europeo

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Lanciati il 21 ottobre dalla base di Kourou (Guaiana francese) a bordo di un vettore Soyuz i primi due satelliti del progetto Galileo, il sistema intelligente di navigazione satellitare realizzato e gestito completamente in Europa. Si è dunque compiuto un passo cruciale nella realizzazione del programma Galileo, una costellazione di 30 satelliti (27 operativi e 3 di riserva) disposti su tre piani orbitali a 23 mila km di quota che garantiranno, a partire dal 2014, un servizio di posizionamento globale estremamente preciso. I ricevitori predisposti, infatti, potranno garantire un’accuratezza inferiore ai 4 metri in orizzontale e inferiore agli 8 metri in verticale. L'estrema precisione del sistema è garantita da due orologi atomici Maser, i più precisi mai costruiti finora, con un grado di accuratezza pari a un secondo su tre milioni di anni.

Benché Galileo sia stato progettato per essere completamente autosufficiente, sarà comunque compatibile e interoperativo con l'attuale sistema GPS (controllato dal Dipartimento della difesa degli Stati Uniti) e la sua già elevatissima precisione potrà spingersi ancora più in là in particolari ambiti, quali per esempio le operazioni di salvataggio o le missioni militari di pace.

europa.eu  -  ESA

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Il Nobel per la chimica 2026 all'asimmetria delle molecole

disegno di molecole allo specchio

Due molecole possono essere identiche nella composizione, ma avere proprietà molto diverse perché sono l’una l’immagine speculare dell’altra. È il fenomeno della chiralità, fondamentale per comprendere la chimica della vita e il funzionamento di molti farmaci. Il Nobel per la chimica 2026 premia Henri B. Kagan e Kenso Soai per aver dimostrato come un piccolissimo squilibrio tra due forme speculari possa essere amplificato durante una reazione chimica, fino a far prevalere quasi completamente una delle due. Scoperte che hanno trasformato la sintesi organica asimmetrica e aperto nuove prospettive per la ricerca.

Crediti immagine di copertina: ©Johan Jarnestad/The Royal Swedish Academy of Sciences

Due molecole possono avere gli stessi atomi e la stessa formula, ma comportarsi in modo molto diverso se sono l’una l’immagine speculare dell’altra. È da questo problema, apparentemente esclusivamente geometrico ma in realtà profondamente legato alla vita e al funzionamento stesso delle molecole che la compongono, che parte la motivazione del Nobel per la chimica 2026, assegnato a Henri B.